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16 ricercatori a Coldiretti:non delegittimare comunità scientifica

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Roma, 19 mar. (askanews) – La manifestazione odierna di Coldiretti a Parma, davanti alla sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), con la richiesta di regolamentare la carne coltivata come un farmaco anziché come un alimento “rappresenta un tentativo preoccupante di delegittimare il lavoro della comunità scientifica indipendente e il quadro normativo europeo sui nuovi alimenti, tra i più rigorosi al mondo”.

E’ quanto sostengono 16 ricercatori ed esperti italiani che hanno firmato una dichiarazione in cui ribattono ad alcune affermazioni della confederazione agricola, chiedono al Governo che il lavoro della comunità scientifica e delle istituzioni competenti “venga riconosciuto e tutelato” e, per contribuire al dibattito, chiedono ai ministri Lollobrigida e Schillaci “la possibilità di partecipare al confronto. L’interesse comune è garantire la possibilità di lavorare affinché le decisioni e le valutazioni istituzionali a tutela della popolazione si basino sempre e solo sulle più solide evidenze scientifiche”.

I ricercatori sottolineano che l’Efsa “è già un ente tecnico e indipendente”, nonostante Coldiretti invochi “più scienza libera e indipendente” sostenendo la necessità di studi clinici e preclinici per la carne coltivata, come avviene per i farmaci.

Una richiesta che fa eco alle conclusioni di un Tavolo tecnico interministeriale dei Ministeri di Salute e Agricoltura, dove però dettagli sui metodi adottati, le argomentazioni e gli studi a sostegno di tale necessità, non risultano inclusi nel documento ufficiale.

I ricercatori, alla luce della letteratura scientifica esistente e delle ricerche condotte, precisano infine che “il quadro regolatorio attuale non presenta delle criticità e che la richiesta di studi clinici e preclinici non ha alcuna base scientifica. Farmaci e alimenti – spiegano – seguono processi di approvazione distinti perché rispondono a esigenze radicalmente diverse. Paradossalmente, la regolamentazione alimentare è improntata a maggiore sicurezza. Basti pensare che un farmaco può essere autorizzato anche in presenza di effetti collaterali noti, mentre Efsa può approvare solo in assenza di rischi per la salute”.

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