A Bologna torna l’obbligo di mascherina all’aperto. E il prefetto vieta il centro ai No vax

BOLOGNA – A Bologna, in tutto il centro storico, torna l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto. Lo prevede un’ordinanza firmata oggi dal sindaco Matteo Lepore, condivisa con il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito ieri. “Dal 26 novembre 2021 al 9 gennaio 2022 nell’area del centro storico delimitata dai viali di circonvallazione” sarà obbligatorio “indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche in tutti i luoghi all’aperto”, spiega una nota dell’amministrazione.

La decisione è stata presa “alla luce della costante crescita della diffusione del virus che continua a destare preoccupazione e richiede interventi che consentano di rallentare il diffondersi della pandemia anche con misure straordinarie, ulteriori rispetto a quelle già previste dalle attuali norme in essere”, continua la nota. “Si è valutato inoltre che, come ogni anno, a partire dai prossimi giorni e fino alla conclusione delle festività- spiega sempre il Comune- il centro storico di Bologna vedrà un afflusso notevole di persone, in arrivo anche da fuori città, attirate dalla vivacità cittadina in questo periodo e per ragioni legate ai consueti acquisti natalizi”. Le caratteristiche dei luoghi e le circostanze di fatto, dunque, “non consentiranno di garantire in modo continuativo il distanziamento da persone non conviventi e quindi si rende necessario, al fine di tutelare la salute delle persone- continua Palazzo D’Accursio- utilizzare le mascherine per ostacolare la propagazione virus”.

L’ordinanza specifica che non hanno l’obbligo di indossare la mascherina i bambini di età inferiore ai sei anni, le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, le persone che devono comunicare con un disabile in modo da non poter far uso del dispositivo e i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva.La violazione delle disposizione comporta, salvo che il fatto costituisca un reato diverso da quello di cui all’articolo 650 del Codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità), la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 1.000 euro.

IL PREFETTO ‘CHIUDE’ IL CENTRO A MANIFESTAZIONI NO VAX

Centro storico proibito a Bologna alle manifestazioni contro vaccini e green pass. Lo ha disposto il prefetto Francesca Ferrandino a valle del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito ieri, mercoledì 24 novembre, alla presenza anche del sindaco Matteo Lepore. Il centro sarà inibito alle proteste no vax a partire da domani, 26 novembre, e fino al prossimo 9 gennaio. Lo stesso arco di tempo per cui il sindaco ha disposto il ritorno dell’obbligo di mascherina all’aperto.

Sotto le Due torri sono già in calendario per i prossimi giorni diverse iniziative di questo tipo: dal raduno nazionale degli studenti universitari contro il green pass sabato ai Giardini Margherita, al presidio di Italexit in piazza del Nettuno domenica, fino al ‘Revolution day’ dei no vax il 4 dicembre.

“In considerazione dell’innalzamento della curva del contagio- spiega la Prefettura- e in vista dell’approssimarsi delle festività natalizie, al fine di prevenire criticità per assembramenti in ragione del prevedibile maggior afflusso di persone nel centro cittadino, assicurare il libero esercizio di altri diritti, pure costituzionalmente tutelati, quali in particolare il diritto allo svolgimento delle attività lavorative e alla mobilità dei cittadini, è stata condivisa la necessità di adottare ulteriori, adeguate strategie di contenimento del rischio e di prevenzione delle criticità”.

Per questo, elenca la Prefettura di Bologna, “sono state individuate aree di particolare interesse per lo svolgimento della vita della comunità cittadina che, dal 26 novembre fino al 9 gennaio prossimo, verranno interdette allo svolgimento di pubbliche manifestazioni”.Ferrandino ha adottato quindi una “direttiva con la quale sono state individuate le zone che verranno interdette alle pubbliche manifestazioni”. Si tratta in sostanza dell’intera area del centro storico, “compresa tra le mura cittadine: Porta Lame, Porta San Felice, Porta Sant’Isaia, Porta Saragozza, Porta San Mammolo, Porta Castiglione, Porta Santo Stefano, Porta Mazzini, Porta San Vitale, Porta San Donato, Porta Mascarella, Porta Galliera”.

Nella direttiva del prefetto, invece, “non sono contemplate le iniziative connesse alle prossime festività natalizie o alle funzioni, cerimonie e pratiche religiose, nonché alle iniziative direttamente attinenti alle finalità di culto o promosse dagli organismi associativi delle comunità religiose”, e nemmeno “eventi, manifestazioni, cerimonie e celebrazioni organizzate o co-organizzate da enti pubblici”.

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