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A giugno il primo matrimonio gay tra due sindaci, Alessandro Basso (Fdi) e Loris Bazzo (Lega): “La destra non è più quella che ragiona per etichette”

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Foto dal profilo di Francesco Emilio Borrelli

ROMA – Fiori d’arancio in arrivo per Alessandro Basso e Loris Bazzo: il loro amore fa notizia perché saranno loro a sancire la prima unione civile tra due sindaci. Entrambi sono di centrodestra, altro dato che stupirà qualcuno. Il primo, 47 anni, è il primo cittadino di Pordenone ed è esponente di Fratelli d’Italia. Il secondo, 49 anni, è sindaco di Carlino (in provincia di Udine) e fa parte della Lega. I due stanno insieme da 5 anni e vivono insieme, cercando di conciliare i propri impegni istituzionali.

“Questo passo non lo facciamo per diventare simbolo di alcuna bandiera ma per cementare di fatto qualcosa che c’è già”, ha raccontato Basso al Corriere della Sera. “Con i miei vertici di partito non ho mai avuto problemi- ha sottolineato-. E neppure con altri colleghi. Con alcuni non condividiamo le stesse opinioni, ma si lavora con rispetto reciproco”.

UNA DESTRA CHE “NON È PIÙ QUELLA CHE RAGIONA PER ETICHETTE”

E Bazzo ha aggiunto: “In confronto alla sinistra su questo e altri temi stiamo recuperando terreno, noi ne siamo un esempio. La sinistra si muove per slogan, noi facciamo altro. Rappresentiamo una destra pluralista e non è più quella che ragiona per etichette”.

E, a proposito di etichette, Basso continua: “Siamo cattolici praticanti e crediamo nella famiglia tradizionale. Ciò non toglie che non possa fare ciò che la norma mi consente. Ci tenevo da tempo, per me è una cosa nuova: non mi sono mai sposato prima”. Loris, invece, ha un matrimonio alle spalle da cui sono nati due figli: “L’hanno presa bene, hanno un ottimo rapporto con Alessandro, anche grazie al suo lavoro: era un dirigente scolastico”.

I MESSAGGI DI AUGURI E LE PROVOCAZIONI. RENZI: “FIERO DI AVER DATO FIDUCIA A UNA LEGGE DI CIVILTÀ. DIECI ANNI FA LEGA E FDI FECERO LE BARRICATE CONTRO”

Tanti i messaggi di auguri arrivati ai due sindaci. Tra questi, anche quelli di esponenti politici opposti al centrodestra che – tra le righe- lanciano qualche provocazione. “A loro i miei migliori auguri- ha scritto Matteo Renzi sui social-. Quando leggo queste notizie sono sempre più fiero di aver scelto di mettere la fiducia e portare a casa una legge di civiltà. Dieci anni fa Lega e Fratelli d’Italia fecero le barricate contro questa legge, ora due esponenti dei loro partiti la usano. Solo a me sembra bellissimo?”. Il senatore di Italia Viva fa riferimento alla Legge Cirinnà che introdusse le unioni civili tra persone dello stesso sesso e regolamentò le convivenze di fatto. Gli fa eco Francesco Emilio Borrelli, deputato di Verdi Sinistra: “Il sogno si è realizzato grazie alle norme approvate da precedenti governi progressisti”.

“Felicitazioni al sindaco Basso. Sono lieto che possa suggellare il rapporto con il suo compagno grazie alla legge sulle unioni civili votata dal Partito democratico e avversata da Fratelli d’Italia. Dove c’è amore, c’è famiglia”, ha scritto Nicola Conficoni, Consigliere Regionale del Pd Fvg.

In un lungo post, Mario Adinolfi attacca la destra e scrive: “L’11 marzo 2016 nasceva al Palazzetto delle Carte Geografiche di Roma il Popolo della Famiglia. Nasceva per via del tradimento di politici anche di centrodestra che permisero coi loro voti decisivi l’approvazione della legge Cirinnà, nonostante fossero venuti nelle piazze dei Family Day, a giugno 2015 a San Giovanni e a gennaio 2016 al Circo Massimo. Votarono contro tutti i leghisti e i meloniani, non tutti i forzitalioti. Oggi Forza Italia vota addirittura a favore del ‘diritto dei trans a essere considerate donne a tutti gli effetti’ (12 febbraio 2026 all’Europarlamento) mentre il sindaco di Fratelli d’Italia di Pordenone si ‘sposa’ con un sindaco leghista peraltro padre di due bambini e tramite il Corriere della Sera ci informano: ‘Dai vertici? Nessun problema’. Aggiungono che ormai hanno sorpassato la sinistra”.

“Se Meloni e Salvini fossero coerenti- dice in un altro passaggio- dovrebbero espellere i loro due sindaci, non per quello che fanno sotto le lenzuola ma perché incompatibili con la linea dei loro partiti. Ma hanno ancora una linea in materia di matrimonio e diritto di famiglia? Dieci anni dopo su una linea chiara ci siamo solo noi, siamo ancora qua perché abbiamo capito subito che avrebbero tutti tradito”.

Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Mario Adinolfi (@marioadinolfi71)

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