BOLOGNA – Il cardinale Matteo Zuppi, presidente Cei e arcivescovo di Bologna, tornerà in Ucraina a luglio per una nuova missione di pace. Lo ha annunciato lui stesso, questa mattina a Bologna, incontrando i bambini delle parrocchie bolognesi iscritti a Estate Ragazzi e riuniti insieme nel parco di Villa Revedin. “Tra qualche settimana andrò in Ucraina- fa sapere Zuppi, parlando dal palco- per visitare i campi dei prigionieri. Quanta sofferenza c’è”. Ai bambini, il cardinale chiede dunque di pregare per la pace e perchè “chi è grande scelga la via della pace”.
Terminato l’incontro coi bambini, a margine Zuppi spiega che al momento non c’è una data definita per la missione, se non che è prevista a luglio. “È molto importante per me, per noi, per la Chiesa, per Papa Leone- afferma il presidente Cei- portare la solidarietà ai prigionieri di guerra: sappiamo che cosa significa. E con loro anche ai tanti di cui non si ha più notizia, i dispersi, che sono tantissimi. Questo è quello che fa la Chiesa, che è madre davvero di tutti e che è madre di speranza e di consolazione”, afferma Zuppi.
PPELLO ZUPPI: TROVIAMO REGOLE PER CONVIVERE
L’edizione 2026 di Estate Ragazzi è incentrata sulla figura di San Francesco, in occasione degli 800 anni dalla morte del santo di Assisi. “San Francesco non era straordinario- spiega Zuppi ai bambini- era un cristiano che ha preso sul serio il Vangelo per essere felice. Prima faceva il bullo, era molto ricco, poi ha capito che non è quello che serve. San Francesco ci aiuta a capire che la forza vera è quella dell’amore. Pensiamo di essere importanti mettendo le cose firmate, ma la firma vera è quella del volersi bene. È quello che cambia il mondo, che vince la violenza e la guerra”.
Ancora oggi, rimarca l’arcivescovo di Bologna, “San Francesco continua a parlare e a parlare di pace. Ci insegna che la vita è sempre importante, che bisogna diventare tutti piccoli, come lui, per essere davvero grandi. Purtroppo molte volte facciamo il contrario: pensiamo di essere chissà chi e restiamo analfabeti della vita e dell’amore. Il mondo tante volte è pieno di divisione, di incomprensione, di inimicizia e quindi anche inevitabilmente di violenza”, rimarca Zuppi.
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