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A Milano 2.343 senzatetto, da novembre 500 in centri accoglienza

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Sala: “Abbiamo ancora spazi per potere dare un letto e un pasto”
Milano, 9 gen. (askanews) – L’ultimo censimento (Raccontami) fatto a febbraio 2024 per le strade di Milano e nei centri di accoglienza ha registrato 2.343 persone in città senza dimora. Lo ha evidenziato il sindaco di Milano, Beppe Sala, durante un sopralluogo nel Centro Sammartini, situato sotto i binari della Stazione Centrale, che è il punto di accesso cittadino per tutti i servizi dedicati ai senzatetto e alla grave marginalità. È gestito dal Comune in collaborazione con il terzo settore (in particolare: Spazio aperto servizi, Cooperativa Lotta contro l’emarginazione e Amapola).
Al suo interno è impegnata un’equipe di una trentina di persone: 11 assistenti sociali, 11 educatori, 2 mediatori linguistico culturali (messi a disposizione da Progetto Integrazione), 3 unità di personale amministrativo, 2 consulenti legali, 1 consulente psicologico a chiamata.
“C’è un numero da chiamare per le segnalazioni, lo 0287447646, perché tanti cittadini ci scrivono per dare una mano a chi c’è per strada. Noi abbiamo ancora spazi per potere dare un letto e un pasto caldo, con il piano freddo abbiamo aggiunto altri luoghi. Chi sta in strada lo fa per scelta perché lo spazio c’è. Aiutateti, lo dico ai milanesi, a convincerli a non rimanere in strada soprattutto nei giorni di grande freddo. Una vita salvata è qualcosa di importante” è l’appello del primo cittadino.
Il piano freddo 2024-25 è partito il 25 novembre e andrà avanti fino all’8 marzo. Ad oggi sono otto i centri straordinari aperti e entro metà gennaio ne apriremo altri due (uno all’interno del centro anziani di Cenisio e l’altro in un’ala dell’ex scuola Manara di via Fratelli Zoia) per ulteriori 50 posti complessivi. Come tutti gli anni, infatti, la logica è aprire i centri progressivamente, man mano che le disponibilità in quelli già attivi si saturano.
Da novembre sono stati inviate nelle strutture di accoglienza, dopo lo screening medico da parte dei Medici volontari italiani e del test mantoux per la tubercolosi, circa 500 persone, di cui circa il 60% “nuove”, ovvero al primo piano freddo. Sono per lo più uomini (84%) e per lo più stranieri (88%) che spesso devono aspettare mesi per perfezionare la richiesta di asilo e non trovano accoglienza nelle strutture statali dedicate ai migranti (Cas).

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