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Aiab: caso Timmermans, stop attacchi ad associazioni ambientaliste

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Agricoltura e ambiente non devono essere posti in contraddizione
Roma, 27 gen. (askanews) – Ambiente e agricoltura non possono essere posti in contrapposizione: un ambiente sano necessita di un’agricoltura pulita, così come un’agricoltura sostenibile richiede un ecosistema integro. Per questo gli attacchi alle associazioni ambientaliste s”ono assurdi e infondati e rischiano di rimettere in discussione il Green Deal europeo e la strategia Farm to Fork che sono invece l’unica via possibile per tutelare entrambi i mondi”. E’ questa la posizione di Aiab in merito alla polemica suscitata a seguito della pubblicazione sul quotidiano olandese De Telegraaf su presunte sovvenzioni da parte della Commissione europea a gruppi ambientalisti con il compito di fare lobbying a favore delle riforme del Green deal.
“Noi siamo a favore del Green Deal e saldamente dalla parte di chi ha proposto un cambio di paradigma nel sistema di produzione agricolo”, spiega in una nota il presidente di AIAB Giuseppe Romano, sottolineando che è necessario rimettere al centro della discussione politica gli obiettivi della Farm to Fork e puntare al 25% della SAU bio entro il 2030.
“La crisi climatica sta già mettendo in ginocchio le produzioni agricole, ed è indispensabile agire con politiche mirate e ambiziose”, afferma Romano. “Il tempo delle polemiche sterili è finito: ora servono azioni concrete”. “Peraltro – continua Romano – è quanto meno imbarazzante che ad accusare le associazioni ambientaliste di fare lobbying siano proprio le grandi organizzazioni professionali europee che hanno un peso politico e un’organizzazione lobbistica imponente e che hanno di fatto governato e gestito i fondi pubblici attraverso la PAC che in questi anni non ha certo evidenziato standard ambientali eccessivi”.
La quadra che è necessario trovare, secondo AIAB, non sta né nella contrapposizione tra i due mondi, agricolo e ambientalista, né nei metodi di produzione basati sulla manipolazione genetica, come le NBT, ma nel cambio di paradigma produttivo, al cui centro vi sono l’agricoltura e la zootecnia biologica. “L’Europa ha indicato nella strategia Farm to Fork la via da seguire. Ci auguriamo fortemente che il dibattito torni a concentrarsi su questo invece che seguire continue deviazioni pericolose per tutti, che portano a una sterile polarizzazione del dibattito”, conclude.

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