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Ambiente, a Firenze sostenibilità in mostra con “Second Life”

- 13/01/2023

Contest per giovani artisti su riciclaggio e riutilizzo

Roma, 13 gen. (askanews) – Sostenibilità e artisti under 28 provenienti da tutta Italia in una cornice unica, il cortile di Michelozzo a Palazzo Vecchio, affacciato su Piazza della Signoria. E’ la tappa fiorentina della mostra ‘Second life: tutto torna’, nata dal concorso promosso da Alia Servizi Ambientali SpA.

Il contest, giunto alla II edizione, si consolida come il primo concorso artistico a livello nazionale incentrato sul tema ‘arte e sostenibilità’. La mostra, esposta nel Cortile di Michelozzo a Firenze fino al 12 febbraio, è il frutto della selezione di oltre cento giovani artiste e artisti da tutta Italia, che si sono interrogati sul concetto di sostenibilità, dalla salvaguardia dell’ambiente e del decoro urbano, all’impegno nel dare una seconda vita alla materia in linea con le regole dell’economia circolare: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

Le opere – realizzate utilizzando diversi materiali, quali foglie, pietre, ferro, acciaio, tessuto, plastica, oli, candele, pellicole, cenere e tecniche varie – evidenziano un interesse al tema della sostenibilità e la necessità di essere parte attiva di un processo di consapevolezza dell’emergenza ambientale e di reale cambiamento. Sono testimoniati, nei lavori in mostra, un futuro tecnologico e sostenibile, ma anche una visione contrastante della natura, antropica e ‘primavera’ da vivere, empatia e ragione per controllare gli istinti umani più beceri, lo splendore della semplicità delle piccole cose in natura, mobilitazioni silenziose, universali, uniti dai sogni che volgiamo alle stelle. Le 30 opere finaliste, ora in mostra a Palazzo Vecchio, sono state successivamente valutate da una giuria composta da affermati professionisti di settore. Prima classificata Caterina Dondi, artista ventiquattrenne della provincia di Varese, con l’opera ‘Ordinare Senza Spostare’, serie di fotografie su carta dove l’artista ha immaginato di assecondare l’ambiente (e non di riqualificarlo) nel suo naturale processo di rovina.

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