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Caltanissetta, agli arresti domiciliari per corruzione il deputato FI all’Ars Michele Mancuso

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Foto da Facebook

PALERMO – Avrebbe ricevuto la somma di 12mila euro per favorire un’associazione destinataria di fondi pubblici per la realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta. Sono queste le accuse mosse nei confronti del deputato dell’Ars Michele Mancuso, esponente di Forza Italia, finito agli arresti domiciliari.

L’inchiesta è della procura di Caltanissetta: il gip ha emesso un’ordinanza di misura cautelare a carico del deputato regionale che è stata eseguita questa mattina dagli uomini della Squadra mobile di Caltanissetta e dello Sco di Roma. È finito agli arresti domiciliari anche un altro indagato, Lorenzo Gaetano Tricoli, mentre i rappresentanti legali e componenti dell’associazione Asd Genteemergente, Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizioli, sono stati raggiunti da misure interdittive.

Mancuso – questa la tesi della procura – avrebbe ricevuto una somma pari a 12mila euro, consegnata in tre tranche, fino al 5 maggio 2025, per favorire l’associazione Genteemergente, destinataria di fondi pubblici pari a 98mila euro, che erano stanziati con legge regionale 25 del 12 agosto 2024, per la realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta.

Agli altri indagati è contestata anche un’ipotesi di truffa aggravata per aver dedotto, mediante rendicontazione di costi fittizi, la somma di 49mila euro in danno alla Regione Siciliana. Per il deputato regionale, la procura aveva ipotizzato la configurazione del reato di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, individuando quest’ultimo nell’inserimento dell’associazione Genteemergente tra i destinatari dei fondi pubblici previsti dalla legge 25 del 2024. Tuttavia, all’esito della valutazione degli atti, il Gip ha ritenuto di riqualificare l’originaria ipotesi accusatoria nel reato che sanziona il pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità per l’esercizio delle sue funzioni.

Lo scorso 3 febbraio, il Tribunale del Riesame aveva disposto la restituzione delle somme già sottoposte a sequestro preventivo, ritenendo che non potessero essere sottratte nel corso del procedimento.
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