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Cina, alcune città allentano requisiti per permesso residenza

AttualitàCina, alcune città allentano requisiti per permesso residenza

L’agognato “hukou” necessario per accedere ai servizi pubblici
Roma, 7 giu. (askanews) – Vivere in una megalopoli non è consentito a tutti in Cina. Per farlo bisogna ottenere un permesso di residenza, conosciuto come hukou, e entrarne in possesso non è per nulla semplice. Tuttavia, recentemente diverse megalopoli hanno cominciato ad allentare le restrizioni alla residenza, in un tentativo probabilmente per rafforzare i consumi. Lo ha segnalato oggi Trivium China.
Attualmente solo le città con una popolazione superiore ai 5 milioni sono autorizzate a mantenere barriere per ottenere lo hukou e, secondo quanto riferiva Caixin, nel 2022 esistevano solo 19 città con questo requisito.
Il 10 maggio Shenyang, la capitale della provincia di Liaoning, ha annunciato la rimozione di tutte le restrizioni sul hukou.
Dongguan, nel Guangdong, aveva già comunicato ad aprile che chiunque abbia lavorato per più di 1,5 anni nella città ha diritto a un hukou.
Ancora, nel luglio dello scorso anno, Guangzhou – la capitale provinciale del Guangdong – ha presentato una bozza di modifica delle norme che puntano ad allentare le restrizioni sul hukou in sette distretti urbani periferici.
Ottenere un hukou vuol dire poter accedere alle scuole, all’assistenza sanitaria fornita dalla città e ad altri importanti servizi pubblici. Attualmente – secondo Trivium – sono 300 milioni i migranti cinesi che non sono in possesso di hukou.
Se l’allentamento dei requisiti per ottenere il permesso punta probabilmente a rafforzare i consumi e a dare respiro al mercato immobiliare in grave difficoltà, è anche vero che i governi metropolitani potrebbero trovarsi di fronte a maggiori spese per i servizi pubblici.

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