martedì, 13 Ottobre , 26

Raid su Kiev, 2 morti. Zelensky chiede più pressione sulla Russia. Trump: “Putin vuole un accordo più dell’Ucraina”

La Germania, intanto, sta lavorando per organizzare l'incontro della Coalizione dei Volenterosi

Intercettato e distrutto un missile Houthi diretto a Riad

La dichiarazione è del portavoce ufficiale della Coalizione per il ripristino della legittimità in Yemen, il generale maggiore Turki Al-Malki

New York, Mamdani snobba il Columbus Day e celebra i popoli indigeni. Proteste della comunità italo-americana

"Veramente deplorevole" commenta il nostrano governatore della Liguria, Marco Bucci

Israele, ordigno esplode durante una gita: muore un adolescente

Sull'accaduto ha aperto un'inchiesta l'esercito israeliano e nel pomeriggio ha fatto sapere che, stando a "un'indagine preliminare", "si è trattato probabilmente di una bomba a grappolo appartenente all'organizzazione terroristica Hezbollah, rimasta nell'area ed esplosa"
HomeVideo NewsCon la vittoria di Trump l'Europa "dovrà fare dei cambiamenti seri"

Con la vittoria di Trump l’Europa “dovrà fare dei cambiamenti seri”

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L’analista Luis Simòn: “Per l’Ue l’Ucraina sarà quasi un cigno nero”

Bruxelles, 6 nov. (askanews) – Quali saranno le conseguenze politico-strategiche per l’Europa della vittoria di Donald Trump? Il Vecchio continente deve temere un disimpegno dell’America dalla difesa del suo territorio, soprattutto rispetto alla Russia e all’Ucraina, e fino a che punto? Sono interrogativi cruciali dopo 80 anni di “pax americana” in Europa, che la vittoria del tycoon, che ha più volte mostrato simpatia se non deferenza verso Vladimir Putin e disprezzo per gli alleati europei, rendono drammaticamente attuali. Per Luis Simòn, direttore del Centre for Security, Diplomacy and Strategy di Bruxelles, la spinta verso una maggior cooperazione europea sulla Difesa aumenterà, ma potrebbe non essere sufficiente, perché gli ostacoli sono interni all’Ue, con diversità di veduta sostanziali e profonde su come organizzare una vera Difesa comune. “L’Ucraina è, non voglio dire il cigno nero, ma è il punto su cui c’è più incertezza, e la posta in gioco è più alta. Quindi penso che questa sia la partita chiave e la domanda chiave per l’Europa, in effetti, è se gli europei possono farcela senza gli Stati Uniti. Personalmente sono scettico, perché finora non sono stati in grado di farcela con gli Stati Uniti, perché l’aiuto combinato che abbiamo fornito, gli europei e gli americani insieme, non è stato sufficiente a far sì che l’Ucraina reggesse, nel senso che abbiamo visto anche, in particolare di recente, un’avanzata russa”.”Questo costringerà gli europei a dei cambiamenti seri. E credo che il dibattito a cui probabilmente si assisterà in Europa a questo punto sarà se le energie e gli sforzi europei saranno indirizzati a cercare di impedire a Trump di andare nella direzione di un accordo (per far finire la guerra, ndr), o piuttosto al tentativo di sostituirsi agli Stati Uniti, o ancora ad esercitare la massima influenza possibile sui contenuti di un eventuale accordo”. Ma in che modo tutto questo potrebbe ripercuotersi sulla Nato e sulla Difesa del territorio europeo rispetto alla Russia? Simòn ritiene che in definitiva si passerà a uno schema di relazioni più parcellizzate, e meno collettive, e che gli europei stessi non hanno la capacità e forse nemmeno l’interesse a evitarlo:”Penso che probabilmente assisteremo a un’impennata del bilateralismo in termini di cooperazione europea in materia di difesa. È così che a Trump piace operare. E poi siamo onesti: per molti europei, sì, la NATO è grande perché è un’organizzazione multilaterale, ma per molti europei l’elemento centrale della NATO è che fornisce un meccanismo di garanzia di difesa degli Stati Uniti, giusto? Quindi, ciò che apprezzano di più è il rapporto con gli Stati Uniti, e la NATO in questo senso è soprattutto un mezzo”.

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