Coronavirus, chiude l’ospedale di Pozzuoli, 25 casi (per ora) accertati, pazienti trasferiti e solo Pronto Soccorso attivo

Accesso vietato ai familiari dei pazienti e persone non autorizzate, stop temporaneo ai ricoveri e al trasferimento da 118 per consentire la sanificazione radicale dell’ospedale a partire dai reparti di Medicina e Chirurgia, tamponi per tutti gli operatori e i pazienti dell’ospedale, garanzia della fornitura di dispositivi di protezione individuale per tutti gli operatori sanitari.

 

Sono queste le prime richieste dei sindaci flegrei fatte alla direzione generale dell’Asl Napoli 2 Nord e dell’ospedale di Pozzuoli nel corso di una videoconferenza.

Richieste accolte dai vertici sanitari dell’Asl e del nosocomio che si sono attivati ad horas per mettere in pratica le misure concordate in seguito all’isolamento del reparto di Medicina, dove ad oggi sono risultati positivi al covid 23 unità del personale sanitario e due pazienti (dati in continua evoluzione), dopo i contagi innescati da una paziente ricoverata nel reparto nei giorni precedenti.

Per quanto riguarda le azioni messe in campo per i reparti di Medicina, Chirurgia e a seguire per tutto l’ospedale, i pazienti covid negativi e dimissibili saranno dimessi, quelli negativi e non dimissibili saranno trasferiti presso altri reparti o ospedali, per i pazienti covid positivi scatterà il trasferimento in aree covid, mentre per i pazienti dimessi dal 31 marzo 2020 sarà attivata sorveglianza sanitaria di concerto con l’epidemiologia ed effettuazione di tampone. Dopo l’intervento di sanificazione radicale ci sarà il ripristino delle attività.

LA RICOSTRUZIONE DELLE ULTIME ORE 

Sembrava filare tutto liscio all’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dall’inizio dell’emergenza del covid-19, la struttura sembrava reggere al virus, tutte le operazioni messe in campo pare procedessero nel migliore dei modi, e a livello organizzativo la macchina, nonostante alcuni decessi di pazienti positivi al coronavirus, sembrava funzionare quasi in modo perfetto.

Le ultime 48ore però, stanno spazzando via ogni certezza, la struttura, come anticipato dai sindaci flegrei, è in pieno caos, e a causa di una gestione sbagliata su una persona contagiata da covid-19, la struttura pare sia crollata in un enorme incertezza.

Dopo l’anticipazione data dagli organi d’informazione locale, il sindaco di Pozzuoli fu il primo ad alzare la voce contro l’ASL: “quello che sta succedendo ed è successo in queste ore all’ospedale Santa Maria delle Grazie è incomprensibile ed è molto grave. L’intero reparto di Medicina è stato isolato, per verifiche di casi Covid sul personale sanitario e pazienti. Decine e decine di persone lasciate nel panico totale. Le persone hanno paura: mi hanno contattato i ricoverati, i loro parenti e tutto il personale sanitario non solo del reparto in questione. La direzione generale dell’Asl dovrà dare più di una risposta. Agirò a tutti i livelli istituzionali affinché sia fatta chiarezza! Ci vuole responsabilità e trasparenza. Nelle prossime ore renderò noto anche tutto ciò che ho chiesto alla stessa Asl Napoli 2 Nord in merito ai tamponi. Basta. Le persone non possono essere trattate con superficialità. Non farò mai un passo indietro: ci vuole chiarezza su quanto accade! Tra le altre cose trovo imbarazzante e gravissimo essere stato informato di tali avvenimenti dalla stampa nelle ultime ore, dai parenti degli ammalati e non dalla direzione Generale Sanitaria dell’Asl Napoli 2 Nord. Valuterò con gli avvocati del Comune, già contattati, se ci sono gli estremi per intraprendere azioni legali, per omissioni o abusi, in quanto nessuno ha pensato di avvertirmi, nonostante io sia sindaco della città dove è ubicato il Santa Maria delle Grazie e dunque la massima autorità sanitaria del territorio. Ed in quanto tale ho il diritto di conoscere quanto accade per poter adempiere al dovere di informare i propri concittadini, i pazienti e i loro familiari, che in queste ore mi stanno contattando per sapere cosa sia accaduto. Ho firmato una nota, con i sindaci Josi Gerardo Della Ragione, Peppe Pugliese e Antonio Sabino, indirizzata all’Asl Napoli 2 Nord.

La risposta dell’Asl Napoli 2 Nord del 12 aprile: L’ASL Napoli 2 Nord ha rafforzato i controlli sul personale sanitario, avendo appreso che una paziente transitata nel reparto di Medicina dell’ospedale di Pozzuoli, a seguito dell’effettuazione del tampone, è risultata positiva al COVID19. La Direzione dell’ospedale, oltre ad aver praticato 608 esami rapidi già nei giorni scorsi come da protocolli di sicurezza ordinari, sta sottoponendo a tampone tutti i sanitari e i pazienti entrati in contatto con la donna risultata poi positiva. Da tale indagine sono stati rilevati tre nuovi casi positivi.

La donna, sospettata di essere il caso indice, era stata accettata al Pronto Soccorso del Santa Maria delle Grazie lo scorso 31 marzo per una grave forma di anemia ed una lieve dispnea, ma al momento del ricovero non presentava febbre, nè sintomi riconducibili al COVID19. Nonostante ciò, come da prassi, il caso è stato trattato nell’area dei pazienti sospetti COVID e sottoposto a TAC ai polmoni, analisi di laboratorio e test sierologico rapido. Dall’esito di tutti gli esami effettuati, i sanitari, in coerenza con le linee di indirizzo delle società scientifiche, avevano ritenuto sicuro il ricovero nella paziente nel reparto di medicina. La paziente, successivamente, a seguito della conferma della diagnosi di ingresso, è stata trasferita il 4 aprile in un reparto di un altro ospedale a maggiore specializzazione per il trattamento della patologia diagnosticata. Cinque giorni dopo la dimissione da Pozzuoli, l’Azienda ha appreso che la paziente era risultata positiva al COVID19.

L’ospedale di Pozzuoli ha valutato dall’inizio dell’epidemia oltre 80 casi di sospetti COVID19, diagnosticando sempre correttamente la patologia quando presente. Dall’inizio del mese di marzo il Santa Maria delle Grazie è impegnato nella gestione dei pazienti COVID19 in totale sicurezza, come evidenziato dal fatto che, fino ad oggi, non si è avuto casi di problematiche di infezione al proprio personale sanitario, cosa che invece è capitata in tantissimi ospedali italiani e campani.

L’Azienda evidenzia che gli approfondimenti diagnostici al proprio personale sono stati effettuati nell’ambito delle procedure di sicurezza già previste per garantire la massima tranquillità al proprio personale e ai cittadini. 

Oggi, 13 aprile, i sindaci, con un dichiarazione congiunta, comunicano quanto segue:

Con i miei colleghi sindaci Josi Gerardo Della Ragione (Bacoli), Antonio Sabino (Quarto) e Giuseppe Pugliese (Monte di Procida) avevo manifestato una forte preoccupazione per i ricoverati, i loro familiari e tutti gli operatori sanitari dell’ospedale.

La sicurezza degli ambienti ospedalieri, dei pazienti, del personale sanitario, degli addetti alle pulizie ha un valore enorme per noi. Ed era necessario mettere in sicurezza con immediatezza l’intero ospedale a tutela innanzitutto della salute dei nostri concittadini. Siamo certi che l’emergenza sarà affrontata con efficacia, determinazione e concretezza. Per quanto ci riguarda continueremo a vigilare e a seguire l’evolversi della situazione affinché l’attenzione resti sempre alta e nulla venga lasciato al caso.

L’Asl ha adottato ad horas delle misure, tra le prime richieste fatte da noi durante la videoconferenza di stamattina, in seguito all’isolamento del reparto di Medicina, dove ad oggi sono risultati positivi al covid ventitre unità appartenenti al personale sanitario e due pazienti (dati in continua evoluzione), dopo i contagi innescati da una paziente che era stata ricoverata nel reparto nei giorni precedenti.

Accesso vietato a familiari dei pazienti e persone non autorizzate, stop temporaneo ai ricoveri e al trasferimento da 118 per consentire la sanificazione radicale dell’ospedale a partire dai reparti di Medicina e Chirurgia, tamponi per tutti gli operatori e i pazienti dell’ospedale, garanzia della fornitura di dispositivi di protezione individuale per tutti gli operatori sanitari e tavolo permanente per scambiarsi informazioni e dati in modo costante e trasparente.

Secondo le disposizioni, si continuerà ad assicurare l’accettazione di pronto soccorso ai pazienti che accederanno con mezzi propri, in base alle procedure di prassi; continuerà il trasporto da altri ospedali della Asl per pazienti neurochirurgici previo teleconsulto e per i pazienti cardiologici che necessitano di interventi non differibili ed urgenti e non collocabili presso altre strutture sanitarie; ci sarà il blocco dei ricoveri programmati e degli interventi non urgenti; le attività operatorie, per i degenti già ricoverati, potranno essere eseguite solo per pazienti covid negativi.
Per quanto riguarda le azioni messe in campo per i reparti di Medicina, Chirurgia e a seguire per tutto l’ospedale, i pazienti covid negativi e dimissibili saranno dimessi, quelli negativi e non dimissibili saranno trasferiti presso altri reparti o ospedali, per i pazienti covid positivi scatterà il trasferimento in aree covid, mentre per i pazienti dimessi dal 31 marzo 2020 sarà attivata sorveglianza sanitaria di concerto con l’epidemiologia ed effettuazione di tampone. Dopo l’intervento di sanificazione radicale ci sarà il ripristino delle attività.

 

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