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De Stefani (C40 Cities): “Rigenerazione urbana come partenza per trasformare nostre città”

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(Adnkronos) – “Noi come C40 Cities ci occupiamo di lavorare con le città per far si che siano più verdi e inclusive. Grazie al bando ‘Reinventing Cities’, che ha un grande successo in Italia e nel mondo, usiamo la rigenerazione urbana come punto di partenza per trasformare le nostre città e l’ambiente costruito in un’ottica Esg. Attraverso il bando riusciamo a creare una collaborazione tra il pubblico e il privato. Invitiamo attori del real estate a fare gruppo e presentare dei progetti per trasformare siti sottoutilizzati, da siti industriali a edifici dismessi, soprattutto sul territorio italiano, in progetti che siano zero carbon e inclusivi. Abbiamo stabilito all’interno di questo bando un approccio integrato che guarda alle sfide ambientali e sociali in maniera olistica, dall’energia ai materiali da costruzione, alla resilienza passando per l’inclusione sociale. Ad oggi in Italia abbiamo visto cinque città che hanno aderito: Milano, Roma, Venezia, Palermo e Bologna e tantissimi siti sottoutilizzati già in trasformazione, con dei progetti portati avanti dal settore privato”. Lo ha detto Costanza De Stefani, Senior Manager Reinventing Cities & Design Competitions Lead di C40 Cities, intervenendo al panel ‘Progetti che sostanziano gli Esg: una selezione di casi italiani’ dell’undicesima edizione di Rebuild, la due giorni svoltasi al Centro Congressi Riva del Garda (Tn) il 6 e 7 maggio e dedicata al futuro del comparto delle costruzioni, in cui sostenibilità e nuove tecnologie digitali saranno sempre più protagoniste. Centrale nell’edizione 2025 della manifestazione fieristica, intitolata “Connect minds, enable innovation – Condividere le intelligenze per abilitare l’innovazione”, il tema delle connessioni tra persone, competenze e tecnologie a 360°. 

“Quali sono le condizioni chiave? Enti come noi che aiutano e supportano amministrazioni comunali, enti pubblici ambiziosi che hanno voglia di innovare e dei bandi che creino anche condizioni finanziarie per partecipare e seguire questi standard e criteri. L’idea è quella di avere una competizione positiva per far sì che progetti “zero carbon” siano la nuova “moda” chiude De Stefani. 

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