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Farinetti: “Che cosa stupida per l’Italia essere sovranista”

- 23/11/2022

BOLOGNA – “Mi basta solo sentire ‘sovr…’ che mi viene l’orticaria”. L’idea del sovranismo proprio non va giù a Oscar Farinetti. Il fondatore di Eataly, ieri a Bologna per presentare il suo ultimo libro in Sala Borsa, spiega: “La cosa più stupida che possiamo fare in Italia, a prescindere da che uno possa avere idee di destra o di sinistra, è diventare un Paese sovranista, perché siamo condannati a vendere bellezza al mondo”.

L’imprenditore piemontese osserva: “Noi dobbiamo raddoppiare le nostre esportazioni, anche se siamo già bravissimi. Immaginate che noi diciamo al mondo: ‘Siamo italiani, siamo sovranisti e mangiamo solo italiano e beviamo solo italiano, ma voi dovete comprarci il Parmigiano, il Parma, il Barolo’. Questi ci mandano a cagare“.

“Noi dobbiamo essere simpatici e tenere le braccia aperte. E comprare materie prime che non possiamo coltivare – nota l’ex proprietario della catena Unieuro – È una follia, dobbiamo diventare meno radicali, meno estremisti ed essere più attenti al dialogo. Cerchiamo di avere relazioni importanti con il mondo”, esorta.

Anche sul concetto di ‘sovranità alimentare‘, adottato dal Governo per dare un’accezione sovranista al ministero delle Politiche agricole, Farinetti è perentorio: “È un termine inventato da Carlo Petrini per dire che bisogna donare sovranità alimentare a Paesi che non ce l’hanno. Altro che sovranità, noi abbiamo l’impero alimentare, produciamo molto più di quello che consumiamo. Questa è speculazione propagandistica. È propaganda. Siamo al 75% sovranità del grano duro per la pasta, esportiamo di tutto”, ricorda il fondatore di Eataly.

“Sono un po’ preoccupato – ammette infine Farinetti – Mossa numero uno: abbiamo rotto le relazioni internazionali con la Francia con un gesto da carogne, ma il Governo aumenta del 2% nei sondaggi. Che popolo siamo? Queste cose avvengono solo in certi periodi storici in Italia. Andò al 60% quel signore che faceva dei gesti disumani, piaceva da morire. Facciamo attenzione”, conclude l’imprenditore.

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