di Emiliano Pretto, Emanuele Nuccitelli e Mirko Gabriele Narducci
ROMA – Una piazza colorata da tante bandiere differenti. Tra cui quelle dell’Iran monarchico, mischiate tra i vessilli e i ritratti del figlio dell’ultimo Shah, Reza Pahlavi, e anche quelle color arcobaleno della pace e quelle del Pd e Avs. Ma una piazza anche divisa tra italiani e iraniani. Tutti accomunati dalla richiesta di libertà per il popolo iraniano, dalla parte dei dirirti delle donne e contro il regime teocratico. Ma distanti per le soluzioni da mettere in campo. Con moltissimi iraniani schierati a favore del figlio dell’ultimo Shah e tanti italiani che hanno contestato la presenza della bandiera dell’Iran pre rivoluzionaria. Piazza del Campidoglio questo pomeriggio ha ospitato una grande manifestazione a favore dei diritti del popolo e delle donne dell’Iran.
Ma non sono mancati momenti di tensione tra i circa 2000 manifestanti presenti sotto al Marco Aurelio. “Questa è la nostra manifestazione, per le donne e la democrazia, togliete quella bandiera dello Shah” ha urlato, ad esempio, una donna italiana all’indirizzo di alcuni manifestanti iraniani. Che hanno risposto a muso duro: “Non spetta a voi decidere per il nostro Paese”. Scene simili si sono viste in diversi punti della piazza per tutta la durata del sit in, mentre gli iraniani hanno inneggiavato quasi costantemente allo Shah. In alcuni casi si è arrivati quasi alle mani di fronte a un manifestanti che ha tagliato la folla urlando slogan per Pahlavi, poi allontanato dagli organizzatori. Tanti, poi, anche i volti noti tra i rappresentanti del campo largo. In piazza si sono visti i leader di partito Elly Shlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, poi il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ma anche molti parlamentari come Beatrice Lorenzin, Claudio Mancini e Michela Di Biase.
CONTE: IN PIAZZA PER SEGNALE CONCRETO SOLIDARIETÀ A POPOLO IRANIANO
“Dobbiamo dare un segnale anche in
concreto per stare vicino a tutti i cittadini, le associazioni e
soprattutto agli iraniani, giovani e donne in particolare,
studenti universitari dissidenti che sono preoccupatissimi per la
repressione violenta che in questo momento il regime, un regime
ovviamente dispotico, un regime dittatoriale, sta imprimendo. Una
svolta violenta che condanniamo con la massima fermezza e siamo
qui a testimoniare la nostra massima solidarietà”. Lo ha detto il
presidente del M5S, Giuseppe Conte arrivando in piazza del
Campidoglio per la manifestazione a sostegno del popolo iraniano.
In merito alle polemiche sul voto contrario sulla mozione in
Senato “noi eravamo assolutamente d’accordo con la mozione che è
stata presentata. Abbiamo chiesto soltanto un impegno in più, e
cioè una condanna verso opzioni militari unilaterali al di fuori
del quadro del diritto internazionale- ha sottolineato Conte-
perché se continuiamo ad andare avanti così ovviamente stiamo
sfasciando completamente il quadro internazionale del diritto,
stiamo andando verso il disordine. Quindi chiediamo, e l’abbiamo
precisato, una grandissima attenzione e un fortissimo intervento
da parte della comunità internazionale per sanzioni politiche,
diplomatiche e a tutti i livelli perché quella repressione non
può continuare”.
La compattezza, ha precisato il leader del M5S, “l’abbiamo
mostrata rendendoci disponibili a sottoscrivere quegli impegni:
il problema è che la compattezza non c’è stata dimostrata su
questo ulteriore impegno che per noi è essenziale perché ieri c’è
stato il Venezuela, domani c’è la Groenlandia, se continuiamo
così si sfascia tutto il disordino mondiale, non mi sembra una
questione secondaria. Non so quali valutazioni stanno facendo
Washington in questo momento, non ho informazioni di prima mano,
quello che è certo e che dobbiamo vigilare è fare tutta la
pressione possibile internazionale a livello politico, economico,
sanzionatorio, diplomatico perché si fermi questa repressione”.
Secondo Conte “dobbiamo stare attenti perché blitz unilaterali
come quelli che sono stati fatti in violazione del diritto
internazionale poi di fatto rischiano di compattare il regime
perché non è una democrazia quella, non è che se togliamo il
vertice o facciamo un’operazione di esfiltrazione come è stata
fatta in Venezuela poi arriva la democrazia”.
SCHLEIN: IN PIAZZA PER SOLIDARIETÀ A POPOLO, UE ISOLI REGIME
“È necessario essere qui per dare piena
solidarietà e supporto al popolo iraniano che lotta per la
libertà contro la brutale repressione del regime regime
teocratico. Ci sono state migliaia di vittime, siamo a fianco di
chi protesta in questo momento contro il regime, siamo qui per
supportare la autodeterminazione del popolo iraniano ed è giusto
essere qui a dare supporto a questa manifestazione che è stata
lanciata dal movimento Donna, Vita e Libertà, a cui siamo sempre
stati vicini in questi anni di proteste contro il regime, e anche
ad Amnesty e le altre realtà che hanno voluto convocare qui oggi
questo presidio importante”. Lo ha detto la segretaria del Pd,
Elly Schlein arrivando in piazza del Campidoglio per la
manifestazione a sostegno del popolo iraniano.
“Il regime sta facendo una brutale repressione, si parla di
oltre 12.000 morti ammazzati nelle manifestazioni, si parla del
fatto che stanno facendo pagare le famiglie per restituire i
corpi delle vittime del regime- ha aggiunto Schlein- Hanno
bloccato internet e dicono che vogliono tenerlo bloccato fino a
marzo. Non è accettabile, serve che la comunità internazionale e
l’Unione Europea usino ogni leva diplomatica e facciano ogni
sforzo per isolare il regime, per evitare che anche dai paesi
vicini possa arrivare alcuna forma di supporto a questa
repressione. Siamo qui per sottolineare il supporto alla
autodeterminazione del popolo iraniano”.
MAGI IN PIAZZA CAMPIDOGLIO: REGIME CADRÀ, SBAGLIATO ROMPERE UNITÀ
“Siamo qui in piazza per condannare il
massacro brutale che sta avvenendo ai danni delle ragazze e dei
ragazzi iraniani che stanno lottando per la democrazia a Teheran
e nelle altre città iraniane. Soprattutto per dare voce a loro,
perché il problema principale che c’è adesso è il silenzio che il
regime vuole, e vuole questo silenzio perché non vuole che ci sia
una mobilitazione delle democratiche e dei democratici di tutte
le opinioni pubbliche europee che possono fare pressione sulla
comunità internazionale sul regime di Teheran. É necessario
intensificare le sanzioni, è necessario rendere la vita difficile
a un regime che crollerà prima o poi, ma che può fare ancora
tanti morti e tanti massacri”. Lo ha detto il segretario di Più
Europa, Riccardo Magi, parlando con i giornalisti in piazza del
Campidoglio nel corso della manifestazione per l’Iran.
“Oggi è importante anche dire che c’è un’attenzione fortissima
della comunità internazionale: l’Unione Europea purtroppo è
sempre lenta e fa sempre tardi a svegliarsi, ma speriamo che
possa anche avere il suo ruolo nell’ampliare e nel rendere più
dure le sanzioni, perché se è accaduto quello che sta accadendo
nei giorni scorsi, cioè le più ampie manifestazioni che ci
fossero nel paese dal 2009, cioè da quando c’erano state le
proteste dopo i brogli elettorali, è anche per effetto delle
sanzioni europee. In Italia, sarebbe stato importante avere un
segnale unitario del Parlamento italiano: purtroppo non c’è stato
perché c’è sempre chi deve fare un posizionamento personale o di
partito in più”, ha concluso Magi.
GUALTIERI: UE FACCIA POSSIBILE, SERVE MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE
“Siamo qui al fianco del popolo iraniano,
tutta la comunità internazionale si mobiliti affinché la
repressione si fermi. Libertà e giustizia per il popolo
iraniano”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri,
intervenendo in piazza del Campidoglio alla manifestazione di
solidarietà con il popolo iraniano.
Gualtieri ha chiesto poi all’Europa di “fare tutto ciò che è
in suo potere” e alle autorità di Teheran di “deporre le armi e i
bagagli e fermare la repressione”. Per questo è “indispensabile
una pressione diplomatica basata sul diritto internaIonale. Non
si aggiunga violenza alla violenza, serve un impegno immediato
delle organizzazioni internazionali”.
FRATOIANNI IN PIAZZA: UNITARIAMENTE AL FIANCO POPOLO CHE LOTTA PER DEMOCRAZIA
“Per noi è naturale essere unitariamente
essere al fianco di un popolo che lotta per la libertà e la
democrazia. Noi di Avs, credo di poter parlare a nome di tutto il
campo progressista, sempre al fianco dei popoli che lottano per
la libertà e non da oggi. Lo dico per chi dal centrodestra ci
accusa in modo strumentale di ambiguità, molte volte siamo stati
davanti all’Ambasciata iraniana quando la vicenda non era ancora
sotto i riflettori del mondo, quindi per noi è assolutamente
normale essere qui al fianco di popoli che lottano per la
libertà”. Lo ha detto il leader di Si e deputato di Avs, Nicola
Fratoianni arrivando in piazza del Campidoglio per la
manifestazione a sostegno del popolo iraniano.
In merito alle divisioni in commissione Esteri di ieri, ha
commentato Fratoianni, “noi abbiamo sottoscritto e votato
entrambe le risoluzioni, sia quella unitaria sia quella sulla
necessità di esprimersi in modo molto chiaro contro qualsiasi
ipotesi di intervento militare straniero: l’esportazione della
democrazia con le bombe è una drammatica illusione che non ha mai
prodotto nessun miglioramento delle condizioni di vita delle
popolazioni oppresse, anzi le ha sempre peggiorate”.
BONELLI: SIAMO AL FIANCO DEL POPOLO IRANIANO NELLA LOTTA PER LIBERTÀ E DIRITTI
“Siamo qui per chiedere il rispetto dei
diritti umani in Iran e per sostenere la mobilitazione di uomini
e donne, giovani, ragazzi e ragazze, che stanno protestando in
nome della libertà e della democrazia e per fermare in massacro
la repressione, e per sostenere un’iniziativa forte dell’Unione
Europea in nome dei diritti umani, ovvero a chi non rispetta il
diritto internazionale ci devono essere le sanzioni.
Sulle risoluzioni: “Innanzitutto sono risoluzioni che
condannano la repressione in Iran, condannano il regime
sanguinario degli ayatollah e questo è realmente importante, però
non pensiamo che il bombardamento degli Stati Uniti possa
risolvere . il rischio e che ci possa essere quello che è
accaduto in Iraq e in Libia, ovvero una situazione di guerra
civile, tutto invece che noi vogliamo che ci sia un intervento
multilaterale a partire dalle sanzioni”. Lo ha detto Angelo
Bonelli deputato Avs e co -portavoce di Europa Verde durante la
manifestazione in piazza del Campidoglio per l’Iran
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

