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Francia, Mbappe contro Bardella, alle urne è la vera partita

AttualitàFrancia, Mbappe contro Bardella, alle urne è la vera partita

Entrambi vengono dalle banlieues, con visioni opposte
Nizza (Francia), 7 lug. (askanews) – Da una parte Jordan Bardella, presidente del Rassenblement National. Dall’altra Kylian Mbappe, capitano della nazionale francese di calcio. Questi i due volti, con un background di immigrazione e con opinioni diametralmente opposte sulla questione, che dominano i titoli dei giornali in Francia in questi giorni e in particolare in questa domenica elettorale, cruciale per il futuro del Paese.
“Mbappé supera i difensori avversari veloce come un turbine: va a più di 32 chilometri orari”. Così scriveva sei anni fa l’autorevole rivista americana “Time”, presentando l’attaccante francese come una stella nascente sulla sua prestigiosa copertina. Pluriremiato in Francia, è campione francese e campione del mondo: nel 2018, Mbappé ha segnato uno dei gol decisivi, diventando il primo giocatore adolescente in 60 anni a segnare in una finale di Coppa del Mondo. Ma ora da capitano della Nazionale Mbappé assume anche un ruolo sociale e in un certo senso politico. Attualmente gioca gli Europei di calcio in Germania, e da lì ha già messo in guardia due volte dagli “estremismi”, partecipando di fatto anche se esternamente a questa campagna elettorale, segnata per il resto da molta violenza verbale e fisica.
VECCHIE RUGGINI
Il conflitto tra calciatori e l’estrema destra francese è scoppiato già nel 1996. Iniziò con le dichiarazioni considerate razziste del predecessore di Rn, il fondatore del Fronte Nazionale, Jean-Marie Le Pen (padre di Marine), durante le qualificazioni agli Europei quell’anno. Le Pen aveva detto che è artificiale portare giocatori dall’estero e chiamarli Nazionale francese, rimproverandoli di non saper cantare la Marsigliee. Le affermazioni di Le Pen – definì Zinedine Zidane, il fuoriclasse dell’epoca, un algerino nato in Francia – rappresentano ancora oggi il modo di pensare tipico dell’estrema destra francese: chi ha un background di immigrazione, non può diventare veramente francese, ritengono.
Mbappe non è l’unico giocatore della nazionale francese che quest’estate ha preso posizione contro Rn, erede del Fronte Nazionale. Anche l’attaccante Marcus Thuram e l’esterno Ousmane Dembélé hanno spiegato la loro posizione. E le opinioni dei calciatori possono avere un impatto: Mbappe ha più di 14 milioni di follower su X e quasi 120 milioni di follower su Instagram.
DALLE BANLIEUES AL SUCCESSO
Mbappe è cresciuto a Bondy, un sobborgo di immigrati di Parigi, figlio di due genitori immigrati. Suo padre è del Camerun e sua madre dell’Algeria. Ma anche Jordan Bardella, 28 anni, ha un background di immigrazione, e anche lui proviene da un sobborgo: Drancy. Il presidente di Rn ha affermato che la violenza e il traffico di droga che ha visto da bambino hanno influenzato le sue posizioni anti-immigrazione.

Bardella ha già criticato Mbappé e altri giocatori della nazionale francese per le loro posizioni: dice di apprezzare i giocatori in quanto atleti, ma in quanto multimilionari non dovrebbero consigliare ai poveri come votare. E Mbappe è il giovane atleta più pagato al mondo, secondo un confronto della rivista Forbes. Ha accordi di sponsorizzazione con Nike, Oakley e Hublot, noti per scarpe da ginnastica, occhiali da sole e orologi venduti a caro prezzo. Guadagna 110 milioni di dollari l’anno e vive nel 16esimo arrondissement, la zona più ricca di Parigi.
Il Guardian ad esempio ha interpellato i giovani tifosi francesi che si dicono delusi da Mbappe: secondo loro Mbappe li ha abbandonati. Gli ultimi sondaggi d’opinione indicano la vittoria di Rn, ma non la maggioranza assoluta in parlamento. Kylian Mbappé esorta tutti i francesi a votare. “Non possiamo consegnare il nostro Paese a queste persone. La situazione è grave. Il risultato del primo turno è stato catastrofico”, ha detto Mbappe.

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