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I Falsi Amici di Piotr Uklanski alla Pinacoteca Agnelli

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Beyond the Collection: il dialogo con leopere invade anche Torino

Torino, 5 nov. (Askanews) – La Pinacoteca Agnelli presenta la quarta edizione di Beyond the Collection: concepita dall’artista polacco Piotr Uklanski e intitolata Faux Amis, ha un approccio nuovo ed espanso. Per la prima volta si estende non solo all’intero spazio della Collezione Permanente dialogando con opere di Canova, Renoir, Manet, Matisse e Bellotto, ma anche al di là della Pinacoteca in due altre istituzioni torinesi: il Museo della Frutta Francesco Garnier Valletti e il Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando. Lanciato nel 2022, Beyond the Collection è un progetto volto a riattivare la Collezione Permanente della Pinacoteca Agnelli, attraverso interventi di artisti contemporanei e prestiti specifici da istituzioni italiane e straniere. Lo scopo è creare connessioni che riflettano sia sulle presenze che sulle assenze all’interno di questo gruppo di opere storiche, portando alla luce storie dimenticate o ignorate e mettendo in discussione interpretazioni canoniche della storia dell’arte. Pietro Rigolo, capo curatore della collezione, ha raccontato ad Askanews la mostra: “All’interno dello scrigno che ospita la nostra Collezione Permanente ospitiamo la mostra di Piotr Uklanski, un artista polacco che presenta questo progetto che parte del nostro progetto Beyond the Collection, volto a entrare in dialogo con artisti contemporanei e porre allo stesso tempo gli artisti contemporanei in dialogo con delle opere del passato della nostra Collezione Permanente e aiutarci in qualche modo a riflettere in maniera inedita su queste opere. Per la prima volta, Piotr Uklanski decide di intervenire non solo nel piccolo spazio che storicamente è stato deputato a questo intervento, ma in tutto lo scrigno, quindi in tutto lo spazio della Collezione Permanente e addirittura all’interno della città di Torino, perché presenta anche degli interventi all’interno di due musei cittadini, il Museo dell’Anatomia Umana dell’Università di Torino e il Museo della Frutta a San Salvario. La mostra si titola Faux Amis, falsi amici, perché si basa appunto tutta su questi accoppiamenti che a prima vista possono essere facili e semplicistici ma che poi raccontano una storia nascosta, una storia più complessa. Bellotto è un artista che è presente nella nostra collezione con due tele molto importanti che sono due raffigurazioni della città di Dresda. Nel nostro scrigno, Uklanski decide di trasformare una grandissima parete apponendo una carta da parati di un altro dipinto di Bellotto che non è nella nostra collezione ma che è in un museo a Zurigo che rappresenta la città di Dresda bombardata dall’esercito prussiano durante la Guerra dei Sette anni nel 1760. Prima di tutto c’è questa contrapposizione molto drammatica tra la Dresda in fiore rappresentata nei dipinti della nostra collezione e la Dresda appunto in rovina. Su questa carta da parati lui decide di appendere una sua foto di un monumento realizzato dai sovietici in Polonia che celebra la liberazione di Varsavia dai nazisti da parte appunto dell’Armata Rossa nel 1945. Per Uklanski questo monumento sovietico è la quintessenza di un falso amico nel senso che la liberazione sovietica poi porterà ad un’altra occupazione. Il Bellotto della Pinacoteca Agnelli, il Bellotto di Dresda bombardata, il monumento sovietico insieme trattano di un collassamento dei tempi e dello spettro della guerra che torna ad essere sempre presente: presente nella guerra dei sette anni, presente nella seconda guerra mondiale e purtroppo presente anche oggi in Polonia che è proprio al confine con l’Ucraina e con un conflitto che sempre più sembra avvicinarsi a noi”.

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