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Il 23 maggio Monira Al Qadiri porta “Geologie del tempo” in Sicilia

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Milano, 10 mag. (askanews) – Monira Al Qadiri presenterà sabato 23 maggio 2026, alle 18, alla Tenuta Planeta dell’Ulmo di Sambuca di Sicilia (Agrigento), “Geologie del tempo – Geologies of Time”, nuovo progetto site-specific nato per la decima edizione di “Viaggio in Sicilia”. L’opera, curata da Valentina Bruschi e Vito Planeta, sarà aperta al pubblico dal 24 maggio, con ingresso libero e senza una data di chiusura indicata. La nuova edizione arriva dentro il programma “Gibellina 2026 OFF”, calendario di appuntamenti collegato a Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Il progetto conferma anche il rapporto di lavoro tra Planeta Cultura e Fondazione Merz. La scelta dell’artista è stata condivisa da Valentina Bruschi, Beatrice Merz e Vito Planeta.

Al Qadiri, nata in Senegal nel 1983 da famiglia kuwaitiana, formata in Giappone e residente a Berlino, è una delle artiste più riconoscibili della scena contemporanea internazionale. Lavora con scultura, installazione, film e performance e concentra la sua ricerca sulle storie culturali del Golfo Persico, sulla geopolitica, sull’industria estrattiva, sull’identità e sugli immaginari legati al petrolio. La sua biografia pesa nella costruzione delle opere. Cresciuta in Kuwait durante la Guerra del Golfo, Al Qadiri ha sviluppato un linguaggio in cui memoria personale e storia collettiva entrano spesso nello stesso campo visivo. La petrocultura del Golfo, nei suoi lavori, non resta un riferimento teorico: prende forma attraverso materiali, colori, oggetti, scenari vicini alla fantascienza, elementi autobiografici, pratiche tradizionali e cultura pop.

“Geologie del tempo – Geologies of Time” nasce dalla residenza nomade svolta nell’ottobre 2025, durante la vendemmia. Per oltre una settimana l’artista ha attraversato l’isola tra siti archeologici, paesaggi vulcanici, archivi naturali e raccolte scientifiche. Il percorso ha toccato Selinunte, Enna, il Cretto di Burri a Gibellina (Trapani), l’Etna, Noto (Siracusa) e Palermo. Nel viaggio sono entrati anche Palazzo dei Normanni, Palazzo Chiaromonte Steri e le collezioni paleontologiche del Museo Gemmellaro. La fotografa Federica Jannuzzi ha seguito la residenza, documentando sopralluoghi, incontri e passaggi che hanno accompagnato la ricerca dell’artista fino alla definizione dell’intervento per l’Ulmo. Il titolo del progetto rimanda a un tempo stratificato, fatto di rocce, rovine, archivi, trasformazioni del paesaggio e memorie culturali. Dal confronto con questi materiali prende forma un’opera pensata per restare nella Tenuta Planeta dell’Ulmo e per legarsi stabilmente al luogo che la ospita.

“Viaggio in Sicilia” lavora da oltre vent’anni su questo metodo: invitare artisti italiani e internazionali ad attraversare l’isola prima di produrre un nuovo progetto. La Sicilia non diventa uno sfondo, ma il campo di osservazione da cui nascono opere costruite insieme con paesaggi, città, campagne, musei, siti archeologici e comunità. Con la decima edizione, Planeta Cultura porta alla Tenuta dell’Ulmo una ricerca che collega il paesaggio siciliano allo sguardo di un’artista abituata a leggere risorse, potere, memoria e trasformazioni del presente.

Foto: Federica Jannuzzi

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