domenica, 14 Giugno , 26

Dottor House, giornalista critica e Hugh Laurie si infuria

(Adnkronos) - Una giornalista critica 'Dottor House' e...

Tossicologia del futuro, a Bologna si apre il congresso Sitox

(Adnkronos) - Si è aperto oggi a Bologna...
HomeMondoIl direttore dell’ospedale a Gaza: “Siamo costretti a scegliere chi salvare”

Il direttore dell’ospedale a Gaza: “Siamo costretti a scegliere chi salvare”

-

ROMA – Nella Striscia di Gaza ancora si registra una “gravissima carenza di farmaci essenziali, tra cui anestetici e antidolorifici”, che “continua a ostacolare interventi chirurgici e di emergenza, costringendo le équipe mediche a prendere decisioni estremamente difficili”.

Lo riferisce all’agenzia Dire Ahmad Mohanna, il direttore dell’ospedale Al-Awda di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza, detenuto dalle forze israeliane per 22 mesi e rilasciato nell’ottobre scorso. Mohanna continua confermando che gli attacchi e le conseguenze dell’assedio fanno sì che negli ospedali si debba scegliere tra chi possa subire un intervento chirurgico da sveglio, ricevere antibiotici e, insomma, tra chi possa continuare a vivere e chi no.

Secondo il direttore, “nonostante il cosiddetto cessate il fuoco”, Israele continua ad applicare “restrizioni all’ingresso di forniture mediche fondamentali”. Nelle scorse settimane è stato parzialmente riaperto il valico di Rafah, a sud, ma non basta. “Oltre alla carenza di attrezzature, materiale medico monouso e di laboratorio, le strutture affrontano anche mancanza di elettricità e carburante”, sottolinea il direttore, e così in tutta la Striscia “la situazione sanitaria resta catastrofica”.

I media internazionali fanno sapere che i raid israeliani delle ultime 24 ore hanno causato sei vittime e oltre 40 feriti, portando a 877 i morti e a 2.602 i feriti dalla sigla del cessate il fuoco dello scorso 10 ottobre. Tuttavia, i soccorritori stanno continuando a scavare sotto le macerie e quindi si teme che il bilancio si aggraverà ulteriormente. Il dottor Mohanna riferisce che dell’emergenza “si sta occupando l’ospedale Al-Aqsa” di Deir El-Balah, più a sud di Jabaliya, tuttavia anche l’Awda non cessa di “ricevere quotidianamente feriti. Oltre alle ferite legate alla guerra, curiamo pazienti affetti da malattie croniche, malnutrizione, malattie infettive e complicazioni causate dal collasso del sistema sanitario”.

Le Nazioni Unite stimano che il 70% delle infrastrutture idriche della Striscia siano state danneggiate o distrutte, mentre Israele, oltre ai beni essenziali, limita l’ingresso anche a macchinari, utensili o altri materiali che sarebbero necessari per la ricostruzione dei sistemi di pompaggio, dei desalinizzatori e della rete di distribuzione.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

POST RECENTI

VIDEO | Sparatoria al centro islamico di San Diego (con scuola), 3 morti. La Polizia: “Minaccia neutralizzata”

ROMA - Spari e terrore nel Centro islamico di San Diego, in California, frequentata da numerosi bambini in orario scolastico. Dalle prime notizie emerse, ci...

Usa-Iran, Trump ci ripensa: “Attacco sospeso, sono in corso negoziati seri”

ROMA - Il pressing di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti ha spinto a più miti consigli il presidente degli Stati Uniti Donald Trump....

Flotilla, sono 9 gli italiani in mano all’Idf, Tajani: “Chiesta l’immediata liberazione”. Bundu sulle navi scampate: “Da 10 ore in fuga”

ROMA - Sono 9 gli italiani intercettati nell’operazione odierna delle forze militari israeliane contro la Flotilla, sui 35 connazionali presenti su 21 imbarcazioni dell’ultima iniziativa...

VIDEO | “Europa e Africa, quale futuro?”: le risposte degli esperti al convegno alla Lumsa

ROMA - "L'Europa deve necessariamente guardare all'Africa per il suo futuro" e dunque "bisogna preparare i giovani europei a una nuova visione geopolitica, libera da...
spot_img

POST POPOLARI