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Il tempo dei Preludi, Emanuele Arciuli in Recital a Villa Pignatelli

AutoprodottiIl tempo dei Preludi, Emanuele Arciuli in Recital a Villa Pignatelli

Giovedì 30 maggio il concerto del pianista barese, specialista acclamato del repertorio moderno e Accademico di Santa Cecilia. Per la prima volta a Napoli si ascolterà la musica del compositore americano William Duckworth

Il quinto appuntamento di “Musica in Villa – I concerti di primavera”, capitolo principale del “Maggio della Musica” avrà per protagonista Emanuele Arciuli, giovedì 30 maggio alle ore 20.00 nella sala veranda di Villa Pignatelli. L’associazione concertistica presieduta da Gina Baratti, con la direzione artistica di Stefano Valanzuolo, continua a puntare l’attenzione su interpreti prestigiosi, privilegiando un repertorio spesso originale e poco frequentato.

Arciuli eseguirà al pianoforte una selezione tratta da The Time Curve Preludes di William Duckworth (1978) e l’intero primo libro dei Prèludes di Claude Debussy (1910).

Ospite regolare di festival, orchestre ed istituzioni musicali internazionali di primo piano (Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro alla Scala, Filarmonica di San Pietroburgo, Biennale di Venezia, Wien Modern, Berliner Festwochen), Arciuli è considerato tra i massimi interpreti della musica del ventesimo e ventunesimo secolo, con speciale riferimento ai compositori statunitensi: sono più di cinquanta le pagine composte per lui da autori come Crumb, Babbitt, Rzewski, Nyman, Daugherty, Adams. Di recente ha pubblicato per Neuma The Time Curves Preludes di Duckworth, suscitando unanime consenso di critica. Nel 2011 gli è stato conferito il premio della critica musicale italiana “Franco Abbiati” come miglior solista dell’anno. Nel 2023, è stato nominato Accademico di Santa Cecilia.

Per una felice coincidenza, il recital di Arciuli giunge nella stessa settimana in cui si svolge il festival pianistico del San Carlo che alla forma del “preludio”, appunto, concede attenzione speciale grazie ai contributi di Pletnev e di Piemontesi (che in locandina ha il secondo libro di Debussy). Quasi ad integrare quest’offerta giunge, allora, il concerto di Arciuli, per la gioia degli appassionati di pianoforte napoletani.

Guida all’ascolto

The Time Curve Preludes è un ciclo di ventiquattro brevi pezzi per pianoforte scritti tra il 1977 e il 1978. Al suo apparire, negli Stati Uniti la raccolta fu salutata come prima opera postminimalista. Il linguaggio armonico, effettivamente, qui è più elaborato rispetto alle convenzioni minimaliste imperversanti. Inoltre, i preludi utilizzano molti riferimenti alla musica pianistica di periodi precedenti. Non c’è dubbio che la reiterazione di certi moduli e il ricorso ad armonie accessibili rimandino al minimalismo, ma William Duckworth adotta anche melodie ampie e complesse dissonanze colorate. Arciuli definisce la scrittura pianistica di Duckworth “visionaria” e al tempo stesso “idiomatica”. La fluidità del fraseggio e gli effetti di risonanza generati dall’uso del pedale donano ai Preludi quella forza immersiva che connota la poetica musicale americana. È la prima volta che la musica di Duckworth viene eseguita a Napoli.

I Préludes di Claude Debussy, sono ventiquattro brani suddivisi in due Libri che corrispondono per un verso a una praticità commerciale dell’editore Durand, per un altro alla semplice successione cronologica della composizione, portata a termine nel 1910 per quel che riguarda il Prémier Livre e nel 1913 per il Deuxième. Il tono intimista, le sonorità delicate e l’essenzialità quasi del tutto priva di decorazioni mostrano come l’autore li avesse concepiti per un uso privato, non concertistico. E nonostante l’impianto dei due libri segua una disposizione resa classica a partire dall’esempio bachiano, i ventiquattro pezzi non seguono alcuno schema tonale, né sono ordinati secondo esplicite regole di simmetria. Il senso di unità che traspare dalla loro successione dipende piuttosto da una coerenza poetica profonda, dalla loro spontanea adesione a un pensiero che se usa ancora il principio della variazione lo fa per decomporre, non per costruire, per sospendere l’idea del tempo, non per organizzarla.

Prossimo appuntamento: Mercoledì 5 giugno, ore 20.00, Villa Pignatelli

Elegia notturna – Trio Hérmes

Musiche di Schubert, Rachmaninov, Bloch, Capogrosso, Turi

BIGLIETTERIA: rivendite abituali, botteghino presso Villa Pignatelli a partire da un’ora prima del concerto. Costo del biglietto € 20,00-ridotto under 26 € 15,00.

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