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Il ventaglio è il vero accessorio dell’estate 2026: perché rinfresca davvero? La spiegazione della fisica

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(Adnkronos) –
Ventaglio protagonista dell’estate 2026. Contro il caldo record e l’afa che sta investendo l’Italia, questo un accessorio sta prendendo il sopravvento, diventando una delle tendenze fashion della stagione. Dalle passerelle di Milano e Parigi alle spiagge, fino alle città soffocate dalle alte temperature, questo antico accessorio è tornato di moda conquistando stilisti, influencer e semplici cittadini. Il suo successo nasce dall’incontro tra estetica e funzionalità, tanto che le principali riviste di moda lo hanno già incoronato come l’accessorio simbolo dell’estate. 

Ma dietro il boom del ventaglio non c’è soltanto una questione di stile. A renderlo davvero prezioso è la fisica. A spiegarlo è il professore e divulgatore Vincenzo Schettini, che in uno dei suoi ultimi interventi dedicati all’ondata di caldo ha lanciato una provocazione: “Il ventaglio batte tutti, non c’è condizionatore che tenga”. 

Schettini parte da una domanda semplice: perché ci piace sventolarci quando fa caldo? 

La risposta è nel funzionamento del nostro organismo. “Il nostro corpo ha una temperatura compresa tra i 36 e i 37 gradi Celsius. Per raffreddarsi produce sudore e proprio l’evaporazione del sudore permette di disperdere il calore e di regalarci quella piacevole sensazione di freschezza”, spiega il professore. 

Quando però arriva l’afa, il problema non è soltanto la temperatura elevata, ma soprattutto l’umidità. “Immaginate l’umidità come tante piccole goccioline nell’aria. Queste impediscono al sudore di evaporare, creando una sorta di tappo. Ed è proprio qui che entra in gioco il ventaglio”. 

Muovendo l’aria davanti al corpo, infatti, il ventaglio allontana lo strato di aria calda e umida che si forma sulla pelle, favorendo nuovamente l’evaporazione del sudore. È questo il motivo per cui la sensazione di sollievo è quasi immediata. 

 

Secondo Schettini non serve necessariamente possedere un ventaglio tradizionale. Qualunque oggetto con una superficie sufficientemente ampia può produrre un effetto simile. 

Tra gli esempi suggeriti dal divulgatore ci sono: un tagliere da cucina, un piatto usa e getta, un foglio di carta piegato a fisarmonica, qualsiasi oggetto rigido abbastanza grande da spostare una buona quantità d’aria. 

Il principio è semplice: maggiore è la superficie, maggiore sarà il volume d’aria spostato e più efficace sarà il raffrescamento. 

C’è poi un altro piccolo trucco che, secondo la fisica, può fare la differenza nelle giornate più torride. “Spruzzarsi un po’ d’acqua addosso rinfresca davvero. Aumenta il processo di cessione del calore perché quell’acqua evapora e ci restituisce immediatamente una sensazione di freschezza. Garantito dalla fisica”, conclude Schettini. 

 

Il successo del ventaglio nell’estate 2026 racconta una curiosa coincidenza tra moda e scienza. Da una parte è tornato a essere un accessorio elegante, sfoggiato nelle capitali della moda e scelto da chi cerca un dettaglio di stile. Dall’altra, le sue proprietà fisiche lo rendono ancora oggi uno dei rimedi più semplici ed efficaci contro il caldo afoso. 

Ma prima di diventare l’accessorio simbolo, il ventaglio ha attraversato secoli di storia e diverse civiltà. Le sue origini risalgono all’antichità, quando in Cina veniva utilizzato non solo per alleviare il caldo, ma anche durante cerimonie religiose e come simbolo di prestigio e autorità. I primi modelli erano rigidi, realizzati con piume, seta o bambù e decorati con motivi che richiamavano la natura, la spiritualità e il potere imperiale. 

Anche in Giappone il ventaglio ha assunto un forte valore culturale. Accanto ai modelli pieghevoli, ancora oggi tra i più diffusi al mondo, esistevano versioni in metallo utilizzate dai samurai, mentre le dame di corte ne facevano un raffinato strumento di comunicazione. Attraverso movimenti e gesti codificati era possibile esprimere emozioni, inviare messaggi discreti o seguire il rigido galateo dell’epoca. 

Arrivato in Europa tra il XVI e il XVII secolo grazie ai commerci con l’Oriente, il ventaglio conquistò rapidamente le corti di Francia, Italia e Spagna. Durante il Rococò divenne un autentico simbolo di eleganza, femminilità e raffinatezza: era spesso realizzato a mano con pizzi, sete dipinte, avorio o madreperla e impreziosito da decorazioni artistiche. Nelle sale da ballo e nei salotti aristocratici nacque perfino il cosiddetto “linguaggio del ventaglio”, un codice di gesti che permetteva alle dame di comunicare in modo discreto durante gli incontri mondani. 

Leggero, riutilizzabile e privo di batterie o consumi energetici, rappresenta l’incontro perfetto tra tradizione, design e funzionalità, dimostrando come un accessorio nato migliaia di anni fa possa ancora essere attuale. 

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