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In occasione della Milano beauty week la mostra Proud to be hairdressers

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Roma, 12 set. (askanews) – Siamo abituati a pensare alla cosmetica come a un universo fatto di immagini perfette, celebrity, passerelle, grandi brand e saloni patinati. Un’industria che, oltre al glamour, esprime oggi anche un importante valore economico: nel 2025 il comparto cosmetico italiano ha raggiunto i 18 miliardi di euro di fatturato e la sua filiera estesa i 49 miliardi, coinvolgendo circa 500mila addetti. Ma dietro le immagini e dietro i numeri ci sono le persone, ed è proprio su di loro che sceglie di posare lo sguardo “Proud to be Hairdressers”, la mostra fotografica curata dall’artista multidisciplinare SANGY, che debutta a Milano in occasione della Milano Beauty Week.

Attraverso una selezione di circa 30 fotografie realizzate in diverse parti del mondo, la mostra racconta gli hairdresser nei luoghi in cui esercitano la propria professione, spesso con pochissimi mezzi a disposizione. Saloni che a volte non sono altro che una capanna con una sedia, un paio di forbici e, al massimo, un phon, ma nei quali la maestria, la passione e l’orgoglio dei professionisti superano ogni limite tecnico. Volti, luoghi e storie molto diversi tra loro restituiscono così il ritratto di una professione nella sua dimensione più essenziale: il lavoro, la competenza e la relazione con le persone. Al di là delle condizioni economiche e geografiche, ciò che accomuna i protagonisti degli scatti è la stessa dignità professionale e la capacità di trasformare la cura della bellezza in un gesto capace di incidere sull’autostima, sull’identità e sul benessere di chi vi si affida.

L’iniziativa, no profit, nasce ispirandosi ai principi della Cosmetica Umanistica di Giannantonio Negretti, imprenditore cosmetico e filantropo, con cui l’artista Sangy ha da tempo avviato una originale collaborazione. Una visione che sposta l’attenzione dal prodotto alla persona e riconosce alla cosmetica una funzione che va oltre l’estetica: prendersi cura di sé, rafforzare l’autostima, favorire il benessere relazionale e contribuire al modo in cui ciascuno percepisce se stesso. Una prospettiva che trova negli hairdresser un’espressione concreta: sono loro a trasformare prodotti e strumenti in una relazione quotidiana con le persone.

“Dietro ogni brand, formula cosmetica o prodotto ci sono loro: i parrucchieri, i veri artefici della bellezza. In oltre quarant’anni nel mondo della cosmetica professionale ho imparato che noi possiamo creare gli strumenti, ma sono le loro mani, la loro competenza e la relazione che instaurano con le persone a trasformarli in qualcosa di molto più grande. “Proud to be Hairdressers” racconta questa dignità senza confini: la stessa passione e lo stesso orgoglio professionale si ritrovano ovunque, anche sotto una tettoia o accanto a una semplice sedia. È qui che la bellezza diventa cura, relazione e valore umano”, sottolinea Giannantonio Negretti.

“Proud to be Hairdressers” diventa così un atto di riconoscimento verso una professione spesso raccontata attraverso il risultato estetico e molto meno attraverso il suo valore umano e professionale: un mestiere fatto di competenza, ascolto, relazione e capacità di prendersi cura degli altri. A ospitare la mostra è CV45, in Corso Venezia 45 a Milano, sede di Monx Legal. Una scelta, si legge in una nota, che non rappresenta soltanto una location espositiva, ma diventa parte del significato stesso del progetto.

Portare all’interno di uno studio legale un racconto fotografico dedicato agli hairdresser significa infatti mettere in relazione mondi professionali apparentemente lontani attraverso un elemento comune: il valore del lavoro e la dignità delle persone che lo esercitano. CV45 nasce come spazio aperto alla contaminazione tra professioni, impresa, arte e cultura, e l’incontro con “Proud to be Hairdressers” si inserisce in questa vocazione, trasformando per l’occasione gli ambienti dello studio in un luogo di confronto sul significato del lavoro, sulla sua rappresentazione e sul valore delle relazioni umane che ogni professione porta con sé.

“Abbiamo scelto di ospitare “Proud to be Hairdressers” perché crediamo che anche i luoghi delle professioni possano diventare spazi di incontro tra linguaggi e mondi differenti. Portare una mostra dedicata alla bellezza all’interno di uno studio legale può sembrare una scelta inconsueta, ma è proprio questa contaminazione a rappresentare la vocazione di CV45. Il diritto, l’impresa, l’arte e la cultura hanno al centro le persone e le loro relazioni. Aprire i nostri spazi a questo progetto significa creare un’occasione di dialogo e guardare, da una prospettiva diversa, al valore e alla dignità del lavoro”, dichiara Enrico Mariani, co-fondatore di Monx Legal.

“Alcuni anni fa – racconta SANGY curatore della mostra – mi erano capitate tra le mani alcune fotografie che ritraevano parrucchieri al lavoro in saloni dalle condizioni a dir poco “estreme”. Per me che ho una provenienza pubblicitaria è stato un vero shock. Ho visto “the dark side of the moon” del beauty, ovvero l’altra metà che non viene mai mostrata di quel mondo patinato e lussuoso rappresentato abitualmente dai saloni di bellezza. Ma ho anche visto dignità, orgoglio e tanta passione indipendentemente dai mezzi. Soprattutto ho visto una rottura degli schemi e per questo ho voluto creare un tributo alla categoria come mai prima d’ora era stato fatto.”

L’inserimento di questa mostra nel programma ufficiale della Milano Beauty Week rappresenta un importante gesto di attenzione da parte dell’organizzazione di questo prestigioso evento, che pone le basi per una successiva divulgazione nelle capitali internazionali.

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