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Innovazione e placement, il “PNRR Final Match” unisce domanda e offerta

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Talenti cercasi: oltre 50 aziende coinvolte nell’evento della Fondazione Emblema per i ricercatori reclutati nei progetti PNRR. Cresce il dialogo sul capitale umano con dottori di ricerca, università e imprese

«Abbiamo già coinvolto dieci enti, tra i soggetti di ricerca nati grazie al PNRR, dall’intelligenza artificiale alle neuroscienze, dalla microelettronica ai vaccini RNA, oltre a una cinquantina di aziende che hanno dato la propria disponibilità.

Sono imprese interessate a inserire profili altamente qualificati, come dottori di ricerca e ricercatori. Questo evento racchiude le due anime su cui abbiamo lavorato: da un lato l’inserimento lavorativo all’interno delle aziende – quindi la nostra idea di placement e orientamento – attraverso un career day on line con video-colloqui, dall’altro un contest nazionale dedicato a startup e spin off».

Lo ha dichiarato Tommaso Aiello, presidente della Fondazione Emblema, nel corso del webinar di presentazione del “PNRR Final Match”, in programma il 25 e 26 marzo prossimi.

«Sono molte le responsabilità che avvertiamo nella costruzione di questo percorso: utilizzare al meglio i fondi del PNRR; dare un messaggio chiaro ai giovani sull’importanza di studiare e specializzarsi; dimostrare alle imprese che investire in competenze qualificate genera produttività e innovazione. È questa la leva – ha aggiunto Aiello – che ha mosso l’intero progetto.

Nell’ultimo biennio, la Fondazione Emblema ha sviluppato il “Placement Program” che è stato adottato da 9 degli enti finanziati dal PNRR: giornate di orientamento, consulenza individuale, career day e ContaminationLab sull’autoimprenditoria che hanno interessato oltre 1.200 tra dottorandi e ricercatori.

Delle oltre 105 aziende coinvolte nel Programma, solo il 30% aveva già partecipato a iniziative simili legate al PNRR, ma tutte hanno mostrato un interesse concreto nell’incontrare risorse umane altamente formate.

Anche tra queste ultime, appena il 15% aveva preso parte in passato a esperienze analoghe, con un livello di soddisfazione però molto elevato.

Il dato più significativo è che tutti i soggetti coinvolti hanno manifestato un interesse reale al dialogo reciproco: ed è questa, per noi, la vera vittoria».

Numerose le testimonianze sul valore dell’investimento nel ‘capitale umano’, come quella di Fabio Graziosi, rettore dell’Università dell’Aquila e presidente della Fondazione Vitality: «Abbiamo lavorato insieme alle Università di Perugia e Ancona partendo da territori con caratteristiche simili – spopolamento, aree interne, orografia complessa – comprendendo che la competizione fosse controproducente.

La strada è collaborare per attrarre studenti, competenze e capacità, mettendo in relazione ricerca e sistema produttivo. Solo così possiamo trattenere i talenti. Vitality è un progetto inserito nel programma Ecosistemi dell’Innovazione del MIUR, l’unico con una forte valenza di radicamento territoriale.».

Esperienza illustrata anche da Loredana Luzzi, direttrice generale del Consorzio Mnesys: «Operiamo nell’area delle neuroscienze e della neurofarmacologia, con il più grande programma di ricerca sul cervello mai realizzato in Italia.

Un progetto multiscala e multidisciplinare che coinvolge medici, biologi, sociologi e psicologi. Con Fondazione Emblema abbiamo attivato percorsi di placement per fornire ai giovani ricercatori strumenti utili sia per l’autoimprenditorialità sia per la carriera accademica».

Sulle tecnologie quantistiche si è soffermata Elisabetta Paladino, responsabile education del consorzio NQSTI: «Non è fantascienza, ma un settore fondato sugli sviluppi della meccanica quantistica.

Tecnologie ormai applicate anche in ambito industriale, con il coinvolgimento di grandi player come Thales Alenia Space Italia e Leonardo, ma anche di PMI e start up sostenute da venture capital. È un comparto in forte espansione, che richiede competenze tecniche ma anche soft skills orientate alla comprensione delle applicazioni d’impresa».

Marco Romano, responsabile exploitation della Fondazione Grins, ha sottolineato: «Lavoriamo per una crescita sostenibile e inclusiva dei territori, valorizzando il partenariato pubblico-privato e supportando PA, ministeri ed enti locali nei processi decisionali.

La valorizzazione del ‘capitale umano’ è centrale: generiamo conoscenza, ma soprattutto competenze, creando una nuova classe di giovani analisti in alleanza con il mondo della ricerca».

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