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La radioterapia di precisione tra innovazione e sostenibilità nella cura dei tumori: via al congresso Airo a Bologna

- 25/11/2022

BOLOGNA – Una radioterapia oncologica sempre più performante e con importanti cambiamenti in atto. Tre le parole chiave che emergono dal 32esimo congresso nazionale Airo- Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia clinica, che si apre oggi a Bologna: innovazione, precisione, sostenibilità. Con l’obiettivo prioritario di incrementare l’efficacia e diminuire gli effetti collaterali al fine di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti affetti da tumore. Somministrare radiazioni in maniera sempre più precisa, irradiando i volumi bersaglio con la dose opportuna e proteggendo i tessuti sani; il controllo locale della malattia; la modulazione dell’intensità della dose per personalizzare sempre più la terapia; verificare prima e durante il trattamento che il piano terapeutico programmato possa essere realizzato: sono i cardini dell’innovazione in radioterapia oncologica, che non può prescindere dalla professionalità e dalla formazione del medico radioterapista oncologo.

Le più recenti e maggiori evoluzioni riguardano lo sviluppo di nuovi hardware, il miglioramento di software e algoritmi che velocizzano i calcoli e migliorano l’automazione delle procedure hanno portato a macchine multi-modali con grande potenza di calcolo e velocità, il passaggio dall’imaging anatomico a quello funzionale ad alte prestazioni con metodi avanzati di erogazione delle radiazioni, il monitoraggio in tempo reale delle dosi somministrate ai tessuti sani e malati. E poi la raccolta di big data e dati in real world per una radioterapia che sempre di più assume un ruolo fondamentale nel trattamento dei tumori, al fianco di altre discipline come chirurgia e oncologia medica.

L’innovazione è nel Dna della radioterapia, la cui evoluzione impressionante ci ha consentito di attuare trattamenti sempre più efficaci, sicuri e personalizzati- dichiara Cinzia Iotti, presidente Airo e direttore SC di Radioterapia Ausl-Irccs di Reggio Emilia- riteniamo che in futuro il ruolo curativo della radioterapia si accrescerà ulteriormente e che ad un numero maggiore di pazienti potranno essere risparmiati interventi demolitivi o che causano perdita di funzioni importanti. Innovare in radioterapia significa utilizzare macchine nuove, all’avanguardia, dotate di sistemi evoluti di intelligenza artificiale che consentono di adattare in tempo reale il trattamento alle variazioni di volume, forma e posizione a cui sia il tumore che i tessuti sani possono andare incontro durante le terapie. Innovare, infine, significa anche studiare e applicare nuove integrazioni con le altre metodiche terapeutiche, soprattutto con i nuovi farmaci a target biologico e immunoterapici; e poi, innovazione è raccogliere e analizzare molteplici dati da cui ottenere informazioni utili per definire un approccio terapeutico ritagliato sull’individuo. Ma ci sarà anche un altro scenario che guadagnerà interesse crescente: la radioterapia ablativa per il trattamento di patologie non oncologiche”.

Nel programma del Congresso, che prevede la significativa partecipazione di oltre 500 partecipanti, un altro tema che emerge e sul quale si concentrerà l’attenzione dei clinici è la “precisione” della radioterapia, un trattamento loco-regionale che entra nella cura di circa il 60% dei pazienti affetti da tumore. Il concetto di precisione riguarda sia la personalizzazione del trattamento in termini di strategia, scelte e sequenze terapeutiche, sempre meglio guidate dalla maggiore conoscenza della biologia e quindi del comportamento del tumore, sia l’impiego di tecnologie avanzate che consentono l’erogazione della dose di radiazioni in modo molto selettivo e con minori effetti collaterali. Ulteriore campo di ricerca è la cosiddetta “flash therapy”, che, quando validata, potrà consentire di erogare il trattamento in un tempo brevissimo, dell’ordine di frazione di secondo, con effetti collaterali ancora minori rispetto ai trattamenti attuali.

Altro tema di grande interesse riguarda i pazienti oligometastatici, cioè coloro che hanno sviluppato un numero limitato di metastasi a distanza e che oggi si ritengono curabili con obiettivo di guarigione.
“In tale situazione clinica la radioterapia rappresenta la modalità terapeutica che combina al meglio la radicalità di trattamento e la minima invasività, rispetto ad esempio alla chirurgia- afferma Marco Krengli, Direttore Scdu di Radioterapia Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara e Presidente eletto Airo- in questi casi si impiega la radioterapia stereotassica, che eroga una dose molto elevata, con precisione millimetrica, sulla sede della metastasi portando nella grande maggioranza dei casi all’eradicazione della sede di malattia. L’identificazione di piccole metastasi a distanza è possibile con tecniche diagnostiche avanzate con Tc, Pet e Rm e l’impiego di radioterapia a guida di immagini, che consentono una precisione elevatissima con risparmio dei tessuti sani e minimi effetti collaterali. Tale trattamento può consentire di ridurre e/o dilazionare il trattamento farmacologico con chemioterapia, ormonoterapia e farmaci a bersaglio molecolare, che peraltro possono essere combinati in modo ottimale, essendo la radioterapia erogata in pochissime sedute. Una prospettiva molto interessante nella malattia oligometastatica è la combinazione di radioterapia e immunoterapia, attualmente oggetto di sperimentazione clinica”.
Il grado di innovatività viene definito non solo dalla sopravvivenza, dalla sicurezza ed efficacia e dal rapporto costo-efficacia, ma anche dalla soddisfazione del paziente. Risponde a questi requisiti l’ipofrazionamento, una tipologia di trattamento radioterapico in cui la dose complessiva di radiazioni viene somministrata in un numero più limitato di sedute rispetto al passato.

“Questa modalità terapeutica è stata particolarmente apprezzata e vantaggiosa durante la pandemia, consentendo una maggiore facilitazione di accesso dei pazienti alle cure in una fase di estrema difficoltà di accesso agli ospedali- sottolinea Pierluigi Bonomo, dirigente medico Sud di Radioterapia, del Careggi di Firenze e coordinatore comitato scientifico Airo- rimane in ogni caso vantaggiosa in condizioni normali, per tutte quelle strutture che hanno problemi di liste continua a leggere sul sito di riferimento