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M.O., italiana espulsa da Israele sospettata di “terrorismo”

- 17/01/2023

Stefania Costantini arrestata ieri in un campo profughi a Betlemme

Roma, 17 gen. (askanews) – Le autorità israeliane hanno confermato oggi di aver espulso Stefania Costantini, dopo l’arresto avvenuto ieri durante un’operazione militare nel campo profughi di Dheisheh, a Betlemme, affermando che l’attivista italiana è sospettata di appartenere a un’organizzazione “terrorista”.

“Stefania Costantini, entrata in Israele il 2 maggio 2022 con un visto turistico, è sospettata di appartenere al Fronte popolare di liberazione della Palestina (Fplp)”, organizzazione ritenuta “terroristica” da Israele e dall’Unione europea. Lo ha riferito alla France presse una fonte dello Shin Bet, spiegando che Costantini non si è presentata a una convocazione dello Shin Bet nel settembre 2022 e “ha continuato le sue attività” per il Fplp, prima di essere arrestata ieri “per essere interrogata”.

Costantini è stata quindi “consegnata ai servizi per l’immigrazione che hanno deciso di espellerla”, ha aggiunto la fonte. La donna italiana è stata rimpatriata ieri pomeriggio, ha confermato un portavoce del servizio immigrazione israeliano.

Stando a quanto riportato oggi da La Nazione, Costantini, 52 anni, è attivista dell’esecutivo confederale pisano Cobas nel lavoro privato e ha lavorato come assistente specialistica per studenti con disabilità. Secondo la Confederazione dei Comitati di base, “da qualche mese aveva deciso di portare il proprio contributo attivo alla causa palestinese, scegliendo di lasciare tutto e trasferirsi nei campi profughi da sempre sotto il mirino della brutale occupazione israeliana”.

Ieri l’attivista italiana è stata arrestata nel corso dell’operazione in cui è rimasto ucciso un 14enne palestinese. Stando ai video pubblicati sui social media, la donna è stata portata via di peso dai militari israeliani.

L’arresto è avvenuto nella stessa giornata in cui il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo israeliano, Eli Cohen. Nel comunicato diffuso dalla Farnesina non si precisa se il caso sia stato discusso dai due ministri.

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