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Nuove ipotesi per risolvere la crisi dei talenti

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PMI italiana sfida le multinazionali con modello organizzativo innovativo

Il comparto informatico nazionale attraversa una fase critica caratterizzata da un’emorragia di competenze tecniche che sta mettendo in ginocchio molte realtà imprenditoriali. I dati del settore evidenziano un turnover particolarmente accentuato sui profili specializzati più ricercati, mentre la battaglia per accaparrarsi i migliori talenti vede spesso le PMI italiane soccombere di fronte alle offerte economiche delle grandi corporation internazionali.

La competizione si è intensificata al punto che molte aziende italiane si trovano costrette a ripensare completamente le proprie strategie di gestione del personale, andando oltre la semplice leva retributiva per sviluppare approcci più sofisticati e personalizzati.

We Tech, società milanese di servizi informatici con sedi operative a Vado Ligure e Verona, rappresenta un caso emblematico di come sia possibile invertire questa tendenza. L’azienda, che conta 70 dipendenti diretti e oltre 150 collaboratori esterni distribuiti su tutto il territorio nazionale, ha registrato un tasso di turnover significativamente inferiore rispetto alla media del settore, implementando un modello gestionale centrato sull’ascolto attivo e sul supporto continuo dei team.

‘Il nostro comparto vive una contraddizione che appare solo superficiale’, spiega Antonio Conte, amministratore delegato di We Tech. ‘Mentre le tecnologie diventano sempre più avanzate, l’elemento umano mantiene un ruolo centrale. Non è possibile sostituire un computer da remoto o installare un monitor in un punto vendita senza l’intervento fisico di un tecnico qualificato’.

L’approccio dell’azienda, che gestisce oltre 40.000 interventi tecnici annuali principalmente per produttori e operatori del settore IT, si basa su un investimento massiccio nella selezione del personale e in un modello organizzativo che privilegia l’accompagnamento e il sostegno costante.

‘Durante i colloqui di selezione, la nostra attenzione si concentra prevalentemente sulle competenze trasversali’, continua Conte. ‘I nostri tecnici devono relazionarsi quotidianamente con amministratori delegati, utenti di alto profilo e personale di aziende diverse, il che richiede abilità comunicative che vanno ben oltre la preparazione tecnica’.

Il framework organizzativo implementato da We Tech prevede incontri periodici face-to-face con tutti i collaboratori, un sistema strutturato di team leader e service manager dedicati al supporto del personale, e una filosofia aziendale che antepone il senso di appartenenza agli incentivi puramente economici.

‘In numerose situazioni, i professionisti attribuiscono valore alla qualità dell’ambiente lavorativo e al supporto ricevuto oltre alla componente economica’, racconta Conte. ‘Ce lo comunicano direttamente: si sentono seguiti e non lasciati a se stessi’.

Particolarmente significativa risulta la strategia di reclutamento dell’azienda, che mantiene tre persone dedicate esclusivamente all’identificazione di talenti. Il processo di selezione avviene in modo continuativo, anche in assenza di posizioni aperte, permettendo di costruire una pipeline di candidati qualificati pronti per future opportunità. Questa strategia risponde anche alle trasformazioni in atto nel mercato IT, come l’evoluzione del settore dei data center.

Il mercato dei data center sta attraversando una fase di ridefinizione strategica, con sempre più aziende che rivedono le proprie scelte tra cloud pubblico, private cloud e soluzioni on-premise per ottimizzare il rapporto tra costi, controllo e complessità operativa. In questo contesto, We Tech ha risposto diversificando l’offerta di servizi e puntando su una copertura territoriale capillare, elemento che le multinazionali faticano a replicare.

‘Stiamo osservando un fenomeno interessante di inversione di tendenza’, osserva Conte. ‘Alcune aziende che avevano migrato completamente verso il cloud stanno riportando internamente i server per gestire dati sensibili, specialmente in contesti regolamentati e in ambiti che richiedono elevati standard di sicurezza. Questo genera nuove opportunità per chi, come noi, può garantire interventi fisici sul territorio’.

L’azienda ha conseguito la certificazione per la parità di genere, con un dato rilevante: mentre la maggior parte dei tecnici sono uomini, oltre il 50% delle posizioni di responsabilità è ricoperto da donne. Sul fronte anagrafico, We Tech non applica limitazioni di età, valorizzando esperienza e maturità professionale.

‘Abbiamo recentemente assunto una persona di 56 anni’, conferma Conte. ‘L’esperienza e la maturità professionale sono spesso più rilevanti dell’età anagrafica’.

I piani di sviluppo dell’azienda prevedono il raggiungimento di almeno 10 milioni di euro di fatturato entro tre anni, partendo dagli attuali 6,2 milioni di euro, risultato della fusione tra We Tech e Digitronica Solutions, acquisita nel 2020. La strategia include sia crescita organica che operazioni di M&A, con alcune opportunità di acquisizione attualmente in fase di valutazione.

Per sostenere questa crescita, We Tech ha avviato una collaborazione con un team di manager con esperienza pregressa in multinazionali del settore IT, che contribuiranno a strutturare ulteriormente l’azienda e a sviluppare professionalmente le risorse interne. Non è esclusa, nel medio termine, la valutazione di ulteriori percorsi di sviluppo manageriale e finanziario, coerenti con la fase di crescita dell’azienda.

Il caso We Tech dimostra come, in un settore dominato dalla tecnologia, l’elemento umano rimanga il fattore differenziante. In un mercato IT in continua evoluzione, le aziende che sapranno coniugare innovazione tecnologica e attenzione alle persone avranno maggiori possibilità di successo nel lungo termine.

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