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Inchiesta Flotilla, i pm di Roma: “Percosse, soprusi e privazioni”. Tra gli indagati i ministri Katz e Ben Gvir

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Parla Save Ukraine: è l’inverno più duro a Kiev ma restiamo uniti

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Blackout prolungati, senza elettricità, caldo o acqua

Milano, 4 feb. (askanews) – “Noi resistiamo uniti. La società ucraina ha saputo adattarsi persino alla guerra. Ci aiutiamo a vicenda. E vedere bambini al caldo e anziani salvati, ci dà forza”.Save Ukraine è la più grande organizzazione ucraina che salva i bambini deportati in Russia, così come bambini che rimangono nei territori ucraini temporaneamente occupati e nelle zone di combattimento attive. Ha salvato oltre 1.138 persone di cui 190 orfani, fornendo centri di accoglienza, supporto psicologico, legale e riabilitativo, soprattutto per bimbi con disabilità. Gestisce 21 centri diurni per famiglie vulnerabili in tutta l’Ucraina. Il numero totale di persone aiutate dall’organizzazione Save Ukraine è di oltre 100.000. “Abbiamo più di 300 persone nel nostro staff all’interno dell’Ucraina. Interessante è che più di metà della nostra squadra, anzi di più, sono IDP, ovvero persone evacuate da noi. Il nostro scopo è appunto trovare per loro posti di lavoro, e quindi coinvolgerli”.Olga Filina , project manager di Save Ukraine ci parla dell’inverno più duro degli ultimi 4 anni e mette in luce quanto il lavoro di Save Ukraine sia centrale in questi giorni così duri.”Quest’anno – ci spiega – abbiamo l’inverno più duro: temperature bassissime e attacchi continui che distruggono il sistema energetico. Grandi città come Kiev e l’Ucraina occidentale subiscono blackout prolungati, senza elettricità, caldo o acqua. È pericoloso per la vita, specialmente per gli anziani soli in casa, senza possibilità di uscire o conservare cibo”.In tutta l’Ucraina, non solo le organizzazioni governative, ma anche quelle non governative, creano speciali punti di supporto per tutte le persone che ne hanno bisogno.Prima di tutto, per riscaldarsi. In Ucraina vengono chiamati: “Punti di invincibilità”. “Il nostro governo offre questi punti nelle scuole governative, poiché ogni scuola ha un luogo dove poter rifugiarsi. Durante l’attacco è possibile riscaldarsi”.I ‘punti di invincibilità’ vengono aperti in scuole e centri: per scaldarsi, bere caffè caldo, caricare i device. “I nostri 21 centri ora fungono da hub umanitari 24 ore su 24, ma i generatori piccoli non bastano più”, dice Filina, perché ci sono blackout che durano giorni, fino a 70 ore.Le domandiamo di cosa hanno bisogno.”Chiediamo generatori potenti ( 10 kW), stazioni di potenza grandi/piccole, fornelli a gas, serbatoi e cisterne per acqua calda, coperte termiche. Con l’acqua che ghiaccia nei tubi, le riparazioni sono eroiche e talora possono costare la vita. Droni e missili rendono tutto più rischioso”, dichiara.L’elenco in realtà sarebbe molto più lungo. Stazioni di ricarica (di qualsiasi capacità), power bank potenti (per caricare non solo i telefoni, ma anche i computer portatili, così i bambini possono studiare), maglioni caldi, taniche di carburante, di acqua potabile, di acqua tecnica, bollitori, acqua, cibo (pasti pronti o cibo istantaneo), termostati grandi, tazze termiche. Sino ai calzini caldi per i bambini che vivono da 4 anni sotto le bombe. Ma mentre Save Ukraine cerca di mettere in salvo i civili, il nemico continua ad attaccare.”L’evacuazione è un punto importante, ma le persone hanno bisogno di un posto dove andare e di riscaldarsi. Purtroppo la Russia fa sempre di più per rendere la situazione più difficile per le famiglie. A volte (nelle zone invase) sono senza documenti o con passaporti russi, perché è pericoloso per le loro vite non fare i documenti russi. Ad esempio, quando sono in territorio occupato. Se non li fanno, il governo può togliergli i bambini e metterli in un orfanotrofio”, afferma Filina.Alla fine la domanda è una sola: dove trovate la forza per resistere?”Il secondo giorno dall’invasione su vasta scala ho lasciato casa mia a Kiev e sono andata in Ucraina occidentale. Mi ricordo ancora il movimento della chiave che girava nella toppa, perché quando fai questo non sai se tornerai e capisci tanto, capisci che hai bisogno di una sola valigia e puoi sopravvivere senza molte cose”, chiosa. Intervista di Cristina GiulianoMontaggio Gualtiero BenatelliImmagini askanews, Save Ukraine, Internet

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