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Patrimoni a rischio pignoramento, il Trust può essere una soluzione

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 Parla Massimiliano Arena, esperto di finanza internazionale 

In Italia la tutela del patrimonio familiare rappresenta una sfida crescente, con strumenti efficaci ma poco conosciuti come il Trust che faticano a diffondersi nel tessuto economico nazionale.

Mentre nel mondo anglosassone questo istituto giuridico è ampiamente utilizzato per proteggere beni mobili e immobili, nel nostro paese persiste una scarsa conoscenza delle sue potenzialità, spesso accompagnata da una resistenza sistemica da parte degli istituti bancari tradizionali.

Secondo l’Edelman Trust Barometer del 2023, il livello di fiducia nelle istituzioni finanziarie in Italia resta problematico, mostrando una crescita significativa rispetto all’anno precedente, ma evidenziando comunque un clima di incertezza che spinge molti possessori di patrimoni a cercare soluzioni alternative.

‘Il Trust è uno strumento di tutela del patrimonio mobiliare, immobiliare, liquido, non liquido e anche mobile’, spiega Massimiliano Arena (nella foto), esperto di finanza internazionale con base a Londra.

Una precisazione importante che Arena sottolinea è la distinzione tra tutela patrimoniale e vantaggio fiscale: ‘Non si deve confondere la tutela del patrimonio con l’agevolazione fiscale eludendo il Fisco. Il Trust non è uno strumento per evadere bensì per proteggere.

La fiscalità sui Trust in Italia ha visto recenti sviluppi positivi. Il decreto legislativo 139/24, in vigore dal 1° gennaio, ha reso più chiara la tassazione dei Trust, facilitando le pianificazioni patrimoniali. Tuttavia, nonostante questi miglioramenti normativi, la diffusione di questo strumento resta limitata nel nostro paese, soprattutto se confrontata con realtà come il Regno Unito o gli Stati Uniti.

Un aspetto importante riguarda la protezione del patrimonio da possibili attacchi legali o situazioni di crisi finanziaria, attraverso il Trust il tuo patrimonio è protetto , spiega Arena.

‘Con un Trust adeguatamente strutturato, questo rischio viene significativamente ridotto.
La situazione Internazionale Europea contrasta nettamente con quella dei paesi anglosassoni, dove l’educazione finanziaria inizia fin dalla giovane età.

‘Nei paesi anglosassoni l’educazione finanziaria, che può essere anche lo strumento di una carta di debito, viene concessa già da quando si è adolescenti, sottolinea Arena. ‘solo da poco in Europa alcuni stati hanno introdotto questo processo’.

Nonostante le resistenze, il Trust rappresenta una soluzione sempre più rilevante in un contesto economico incerto. La possibilità di proteggere non solo denaro ma anche beni di valore come opere d’arte, gioielli o immobili lo rende uno strumento versatile per la pianificazione patrimoniale.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non esiste una soglia minima di patrimonio per costituire un Trust: ‘Visto i costi, dello stesso , è conveniente conferire importi importanti come Asset’, chiarisce Arena, ‘ma questo spesso non viene chiarito da chi millanta e fornisce consulenza al Cliente solo per il suo tornaconto finanziario .’
Con l’evoluzione della normativa fiscale e una maggiore consapevolezza da parte dei possessori di patrimoni, il Trust potrebbe finalmente iniziare a diffondersi a livello internazionale, offrendo una soluzione efficace per la tutela dei beni familiari e la loro trasmissione alle generazioni future.

Resta da vedere se le istituzioni finanziarie tradizionali sapranno adattarsi a questa evoluzione o se continueranno a resistere a uno strumento che potrebbe modificare significativamente le dinamiche della gestione patrimoniale nei diversi paesi.

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