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Pesca, rimossi da fondali Aci Castello 600 metri di reti fantasma

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Roma, 10 giu. (askanews) – Oltre 600 metri di reti fantasma sono stati rimossi dai fondali nei pressi di Aci Castello, a pochi chilometri da Catania. L’operazione di tutela ambientale nasce dalla collaborazione tra Fondazione Marevivo e Arca Fondi Sgr, supportata da Banca Agricola Popolare di Sicilia. La presenza delle reti era stata segnalata dai Cacciatori di Reti Fantasma, un gruppo di subacquei amanti del mare che operano nella zona da moltissimi anni e hanno supportato Marevivo in quest’attività per rimuovere l’attrezzatura da pesca dai fondali.

Gli attrezzi da pesca abbandonati tra i rifiuti maggiormente rinvenuti nei mari di tutto il mondo e rappresentano una seria minaccia poiché mettono a rischio la fauna e la flora marine. Una volta disperse in mare, le attrezzature continuano a pescare diventando strumenti di morte, con il risultato che ogni anno circa 100.000 mammiferi marini e un milione di uccelli marini muoiono a causa dell’intrappolamento nelle reti fantasma o dell’ingestione dei suoi frammenti.

Quella delle isole “Ciclopi” è un’area caratterizzata da faraglioni che svettano dal mare e fondali con una morfologia lavica contraddistinta da rocce scure e taglienti, che creano una barriera abitata da numerose specie di pesci. Una conformazione che facilita la pesca intensiva e l’intrappolamento delle reti che restano incagliate.

“Purtroppo, questi ecosistemi sono costantemente minacciati dall’intensa attività di pesca e dalla presenza di reti abbandonate, che continuano a compromettere la vita nei fondali – spiega Massimiliano Falleri, responsabile divisione subacquea Marevivo – Portare a termine operazioni di questo tipo, supportando e coinvolgendo le realtà locali, è fondamentale per tutelare la biodiversità marina spesso soffocata dalla presenza di reti fantasma, vere e proprie trappole infernali per la biocenosi”.

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