Sentiment imprese che emerge dall’analisi congiunturale 2025
Una maggiore attenzione alla protezione e alla gestione dell’incertezza rispetto a piani di crescita espansiva evidenzia una fiducia ancora limitata nelle prospettive di sviluppo a medio termine. Questo è il sentiment che si evince dall’analisi congiunturale del 2025 effettuata da Confapi.
L’analisi, come riferito in una nota, si fonda su un’indagine regolare condotta da Confapi su un campione rappresentativo di circa 2mila aziende di piccole e medie dimensioni, rappresentanti delle circa 116mila imprese industriali associate, distribuite su tutto il territorio italiano.
Dalla valutazione emerge che il 31,66% delle imprese intervistate prevede un andamento di mercato stabile, esprimendo aspettative di continuità piuttosto che di cambiamento. Il 28,72% contempla opportunità di crescita, anche se per lo più moderate, considerando poco probabile una forte espansione.
Dall’altro lato, il 30,61% prevede una diminuzione del mercato, una percentuale che si equilibra con quelle delle aziende che si aspetta una crescita. Infine, il 9% dichiara di non essere in grado di formulare previsioni, rafforzando l’idea di un contesto economico difficile.
Per il primo semestre del 2026, le aspettative degli imprenditori riguardo produzione e fatturato configurano un quadro prevalente di stabilità. Più della metà delle imprese (53,29%) prevede di mantenere livelli di produzione simili a quelli precedenti, mentre una porzione significativa (23,58%) anticipa un incremento e il 23,13% una riduzione.
La maggioranza degli imprenditori (52,11%) si aspetta un fatturato costante, mentre il 26,37% prevede un aumento. Riguardo agli ordini futuri, si conferma una situazione di stabilità, pur con alcuni elementi di cautela.
Il 51,81% prevede che i volumi degli ordini rimarranno sostanzialmente invariati, il 27,08% si mostra invece positivo immaginando un incremento, mentre il 21,11% prospetta una diminuzione.
Ciro Di Pietro


