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Rapporto Fao: entro fine secolo biomassa ittica in drastico calo

AttualitàRapporto Fao: entro fine secolo biomassa ittica in drastico calo

Per i potenziali rischi climatici del riscaldamento globale
Roma, 11 lug. (askanews) – In uno scenario ad alte emissioni, la biomassa ittica è destinata a subire forti diminuzioni entro la fine del secolo. E’ quanto si evince dal rapporto “Rischi del cambiamento climatico per gli ecosistemi marini e la pesca: proiezioni al 2100 dal Progetto di interconfronto del modello di pesca e di ecosistema marino”, pubblicato ieri dalla Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. Nuove proiezioni contenute nel rapporto evidenziano i potenziali rischi climatici per la biomassa ittica sfruttabile per quasi tutte le regioni degli oceani del mondo, compresi i principali paesi produttori e quelli con un’elevata dipendenza dagli alimenti acquatici.
Le proiezioni globali della biomassa ittica sfruttabile mostrano un calo di oltre il 10%, in particolare nello scenario ad alte emissioni, entro la metà del secolo per molte regioni del mondo, afferma il rapporto. Entro la fine del secolo, nello scenario ad alte emissioni, che prevede un riscaldamento globale di 3-4°C, il calo peggiorerà fino al 30% o più in 48 paesi e territori.
Al contrario, nello scenario a basse emissioni, che prevede un riscaldamento globale di 1,5-2°C, i cambiamenti si stabilizzano tra nessun cambiamento e una diminuzione del 10% o meno in 178 paesi e territori entro la fine del secolo.
Diminuzioni notevoli nei principali paesi produttori di pesce, che peggiorano verso la fine del secolo nello scenario ad alte emissioni, ad esempio del 37,3% per il Perù e del 30,9% per le zone economiche esclusive della Cina, ma si stabilizzano nello scenario a basse emissioni.
Manuel Barange, vicedirettore generale della Fao e direttore della Divisione Pesca e Acquacoltura, ha spiegato che “emissioni più basse riducono significativamente le perdite di biomassa di fine secolo per quasi tutti i paesi e territori rispetto allo scenario ad alte emissioni. Ciò evidenzia i benefici delle misure di mitigazione del cambiamento climatico per la pesca e gli alimenti acquatici”, ha aggiunto. Un confronto delle perdite previste in entrambi gli scenari entro la fine del secolo rivela infatti che la riduzione delle emissioni ha apportato notevoli benefici per quasi tutti i paesi e territori.
Il rapporto è stato prodotto dall’Ecosystem Model Intercomparison Project (FishMIP), una rete internazionale di ricercatori che lavorano con la FAO per comprendere gli impatti a lungo termine dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini e sulla pesca attraverso una serie di modelli numerici all’avanguardia.

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