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Tg Ambiente, edizione del 17 gennaio 2023

- 17/01/2023

CLIMA, 2022 SECONDO ANNO PIÙ CALDO MAI REGISTRATO IN EUROPA

I nuovi dati del Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus dell’Unione Europea rivelano un altro anno caratterizzato da eventi climatici estremi, con un elevato numero di temperature record e un aumento persistente delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera. L’estate 2022 è stata la più calda mai registrata in Europa e ogni mese estivo boreale è stato almeno il terzo più caldo a livello globale. Complessivamente, il 2022 è stato il secondo anno più caldo mai registrato in Europa, mentre a livello globale è stato il quinto anno più caldo secondo il set di dati Era 5. Gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati; la temperatura media annuale è stata di 0.3°C superiore al periodo di riferimento compreso tra il 1991 e il 2020, che equivale a circa 1.2°C in più rispetto al periodo compreso tra il 1850 e il 1900. L’Europa è stata caratterizzata dall’estate più calda mai registrata, mentre l’autunno è stato il terzo più caldo di sempre. Francia, Spagna, Germania e Slovenia hanno registrato le emissioni estive di incendi più elevate degli ultimi 20 anni. A febbraio, infine, il ghiaccio marino antartico ha raggiunto l’estensione minima degli ultimi 44 anni di registrazioni satellitari.

TERNA, NUOVO COLLEGAMENTO ELETTRICO SOTTOMARINO SICILIA-CALABRIA

Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha avviato il procedimento autorizzativo della ‘Bolano-Annunziata’, la nuova infrastruttura elettrica di Terna che collegherà la Sicilia con la Calabria. Per la realizzazione dell’opera, strategica per l’intero sistema elettrico italiano, l’azienda guidata da Stefano Donnarumma investirà 105 milioni di euro. L’infrastruttura in corrente alternata a 380 kV (chilovolt), inserita da Terna nel Piano di Sviluppo decennale della rete di trasmissione italiana, consentirà di incrementare fino a 2000 MW (megavolt) complessivi la capacità di scambio di energia elettrica tra l’isola e il continente, a beneficio dello sviluppo delle fonti rinnovabili previsto nel Sud Italia. L’opera si compone di più interventi. Il principale consiste nella posa di un cavo elettrico sottomarino lungo circa 7,5 km che unirà le stazioni elettriche di Bolano, in provincia di Reggio Calabria, e di Annunziata, in provincia di Messina. Questo elettrodotto sarà dotato anche di un collegamento in fibra ottica per la trasmissione dei dati. Inoltre, Terna realizzerà due linee elettriche interrate: la prima, lunga circa 3 km, parte dall’approdo siciliano e arriva alla stazione di Annunziata; la seconda, lunga circa 500 metri, si snoda dall’approdo calabrese fino alla stazione di Bolano.

SMOG, L’80% DELLA CO2 ARRIVA DALLE GRANDI METROPOLI

Rappresentano il 2% della superficie terrestre eppure contribuiscono esponenzialmente alla crisi climatica: ad inquinare maggiormente sono le città, le megalopoli cinesi ma anche le grandi metropoli europee. A metterlo in evidenza è una elaborazione di Silvi Costruzioni Edili. “La più inquinante tra le città italiane è Torino, che è settima in Europa e al cinquantaduesimo posto della classifica mondiale, con 23 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti immesse ogni anno in atmosfera” puntualizzano gli analisti di Silvi Costruzioni Edili, basandosi su una ricerca dell’università cinese Sun Yat-sen. Nello studio, in cima al ranking mondiale spiccano Handan con 199 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti immesse in atmosfera ogni anno, poi Shangai, Suzhou, Dalian e al quinto posto Pechino (132 Mt CO2 equivalenti). Ma l’Europa non scherza. La città più inquinante del nostro Continente è Mosca (al settimo posto del ranking globale) con 114 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti immesse in atmosfera ogni anno, seguita al secondo posto da Istanbul (al quattordicesimo posto a livello mondiale) con 73 milioni, e da Francoforte al terzo posto con 46 milioni. Quindi San Pietroburgo, Atene, Berlino e Torino, settima in Europa, con 23 milioni di tonnellate di CO2 immesse in atmosfera ogni anno.

PNRR, LE PROPOSTE DI RETE ONU PER L’ECONOMIA CIRCOLARE

Soddisfazione da parte di Rete Onu, la rete degli operatori dell’usato, per i finanziamenti del Pnrr ai progetti faro di economia circolare che il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha stanziato per una cifra complessiva di 600 milioni di euro. “Rimane però il fatto- spiega Alessandro Giuliani, portavoce di Rete Onu- che a intercettare questi fondi sono soprattutto grossi soggetti, per la maggior parte aziende che si occupano di igiene urbana, mentre non è minimamente rappresentato il mondo delle piccole e medie imprese che, soprattutto nel tessile, sono invece il volto maggiormente diffuso in tutta Italia”. Tra le istanze delle microimprese c’è un’Iva del 22% ritenuta iniqua, la mancanza di un codice Atecofin e la richiesta da parte dei Comuni di una Tari che non tiene conto del rapporto ambientale di queste attività. Il ministero ha stanziato i 600 milioni ripartendoli in quattro diverse graduatorie; i progetti ammessi al finanziamento includono interventi per l’ammodernamento degli impianti esistenti e per la realizzazione di nuove infrastrutture per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo di quattro frazioni strategiche: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, carta e cartone, plastica, tessili.
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