Tg Politico Parlamentare, edizione del 22 giugno 2022

ADDIO AI 5 STELLE, 63 PARLAMENTARI CON DI MAIO
Il giorno dopo lo strappo con i 5 stelle, Luigi Di Maio coccola i suoi fedelissimi: alla Camera sono 51 i deputati che daranno vita al nuovo gruppo ‘Insieme per il futuro’, al Senato 12. E domani è prevista la prima assemblea dei parlamentari che hanno detto addio al Movimento guidato da Giuseppe Conte. Tra di loro anche tanti esponenti di governo, come la vice ministra all’Economia Laura Castelli e il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Spicca nel nuovo gruppo la presenza di Carla Ruocco, presidente della commissione di inchiesta sulle banche, da sempre molto vicina a Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento tace, ma sembra aver deciso di rinviare il suo arrivo a Roma previsto proprio questa settimana. Di Maio guarda con interesse ai sindaci e ai territori: Beppe Sala e Luigi Brugnaro, primi cittadini di Milano e Venezia, potrebbero essere i primi alleati.
DRAGHI: ITALIA CERCA LA PACE, SANZIONI FUNZIONANO
Dopo il via libera del Senato alla risoluzione che conferma l’invio delle armi in Ucraina, il governo ha incassato questa mattina anche l’ok dell’aula della Camera. Il premier Mario Draghi ha ringraziato il parlamento per l’unità mostrata sulla linea estera dell’esecutivo, ma non si è risparmiato più di una stoccata alle forze politiche che hanno voluto distinguersi. “L’Italia cerca la pace, ma le posizioni tra Ucraina e Russia sono inconciliabili. Le sanzioni sono efficaci – ha ribadito Draghi – tutti i segnali che arrivano dalla Russia danno l’evidenza di una grande preoccupazione che sta crescendo”. Il presidente del Consiglio ha riaffermato il suo punto di vista: “L’Ucraina si deve difendere, le sanzioni e l’invio di armi servono a questo. Chi dice che l’Ucraina non si deve difendere, che la Russia è troppo forte – evidenzia Draghi – vuole che l’Ucraina si sottometta”. Stesso discorso per la crisi del grano: “La tragedia umanitaria non è colpa dell’Europa, ma della Russia che ha iniziato la guerra”.
PRIMO SÌ ALLA DELEGA FISCALE
Prima sì alla delega fiscale: la riforma approvata alla Camera passerà ora al Senato, poi il governo dovrà emanare i decreti attuativi. Il faticoso accordo sul catasto trovato in maggioranza è stata la mossa che ha sbloccato la riforma: il governo ha ritirato la proposta di attribuire a ogni immobile un valore patrimoniale parametrato sui valori di mercato, ma si avvierà comunque una operazione trasparenza sulle rendite catastali, anche se non avrà effetti fiscali. Nella riforma c’è il superamento dell’Irap, il riordino dell’Iva e le detrazioni fiscali sulle spese sanitarie che arriveranno direttamente sul conto corrente. Restano la flat tax per gli autonomi e la cedolare sugli affitti. Intanto, la Guardia di finanza ha scoperto oltre 5,6 miliardi di frodi ai danni dello Stato sui bonus dell’edilizia.
LAVORO IN PRESENZA E SMART WORKING, ORA SI PUÒ
Il lavoro ibrido non è più un tabù, il post pandemia insegna che si possono conciliare le proprie mansioni sia in presenza che in smart working. Se ne è parlato alla presentazione del libro di Francesco Rotondi e Francesca Manili Pessina, intitolato proprio ‘Il lavoro ibrido’ ed edito da Franco Angeli. Al dibattito nella sede dell’Agenzia Dire è intervenuto anche l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano che ha criticato la struttura del mercato: “Per come si è configurato negli ultimi decenni, vede un numero crescente di lavoratori fragili, deboli, precari. Nell’ultimo anno – ha ricordato – si registrano 800mila nuovi occupati, di cui il 60% a tempo determinato”. Secondo Massimo Marchetti, dirigente dell’area lavoro welfare e capitale umano di Confindustria, occorre prima di tutto ampliare la sfera delle tutele dei lavoratori. E in questo caso spetta al legislatore stare al passo coi tempi perché – ha sottolineato Francesco Rotondi, avvocato giuslavorista e fondatore di LabLaw – se cambia la società deve cambiare necessariamente il lavoro.

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