“GAROFANI LASCI RUOLO AL COLLE”, LA RUSSA ATTACCA MA POI FRENA
Il caso Garofani torna a scuotere la politica. È il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a puntare il dito contro il consigliere del Quirinale, Francesco Saverio Garofani, finito al centro delle polemiche per il presunto complotto contro il governo, carpito durante una cena tra amici e pubblicato su ‘La Verità’. La seconda carica dello Stato osserva: “Fosse stato uno di destra oggi lo vedremmo appeso nei lampioni della città, o probabilmente cattolicamente crocifisso. Forse è meglio che lasci a qualcun altro” il ruolo di segretario del Comitato Supremo di Difesa. La Russa poi frena: “Non tocca a me chiedere le sue dimissioni, potrebbe essere però imbarazzato” in quel ruolo.
UCRAINA, MELONI: “NO CONTROPROPOSTA, MODIFICHE A PIANO TRUMP”
Passi avanti nei colloqui di pace a Ginevra per il conflitto tra Russia e Ucraina. L’Italia appoggia le condizioni di Kiev, che chiede di modificare il piano presentato da Donald Trump. Per il governo italiano ogni accordo deve portare a una “pace giusta” e non a una “resa”, con l’Ucraina che deve essere l’unica a decidere sulle condizioni e sui propri territori. Per Meloni è necessario lavorare sulla proposta esistente anziché elaborare una totale controproposta europea. La premier ha confermato di aver trovato la “disponibilità” del presidente americano a modifiche, puntando a definire garanzie di sicurezza “robuste, credibili ed efficaci” per tutta l’Europa.
USTICA, APPELLO OPPOSIZIONI AI GIUDICI: “NON SI ARCHIVI”
Un appello alla magistratura affinché non si archivi l’ultimo procedimento penale ancora aperto sulla strage di Ustica. A chiederlo sono tutte le opposizioni in una conferenza stampa alla Camera assieme alla presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime, Daria Bonfietti, a due giorni dalla decisione del Gip, attesa il 26 novembre, sulla richiesta di archiviazione delle 450 pagine depositata a marzo 2025 dai magistrati della Procura di Roma. Pd, M5s, Avs, Azione e Iv lanciano anche un appello al governo affinché faccia pressione su Francia e Stati Uniti a fornire le informazioni in loro possesso su quanto accaduto il 27 giugno del 1980.
FEMMINICIDI, UNA PANCHINA ROSSA DA FIOM, FIM E UILM
Alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, i metalmeccanici battezzano la loro panchina rossa. Fiom, Fim e Uilm l’hanno inaugurata di fronte alla loro sede nazionale a Roma. Le tute blu sottolineano che anche il contratto di lavoro, sottoscritto sabato dopo 40 ore di sciopero con un aumento medio di 205 euro, è strumento di questa lotta. Il segretario Uilm, Rocco Palombella, ricorda che sono stati inseriti “elementi fondamentali di tutela e prevenzione”. Per il leader della Fim Ferdinando Uliano “è fondamentale agire sulla formazione”. Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom, spiega: “Dalla fabbrica abbiamo scelto di aprire una porta per strumenti concreti alle donne vittime di violenza”.
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