Tornano i Fridays for Future, i giovani in piazza per l’ambiente

ROMA – Giovani e ambientalisti tornano in piazza per l’ambiente. In tutta Italia sono in corso manifestazioni di Fridays for Future, il movimento che ha preso piede dopo gli ‘scioperi’ della giovane svedese Greta Thunberg per chiedere alla politica atti concreti contro il cambiamento climatico e per la salvaguardia del pianeta. Gli appuntamenti arrivano dopo l’Assemblea generale dell’Onu in cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha promesso di raddoppiare gli investimenti per il clima e le Maldive hanno lanciato l’allarme: “Le nostre isole rischiano di essere sommerse”.

ROMA: “SE CI BLOCCANO IL FUTURO, BLOCCHIAMO LA CITTÀ”

Di Chiara Adinolfi

“Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”. È questo lo slogan che studenti, attivisti e semplici cittadini urlano a squarciagola. Questa mattina anche a Roma, come in tutte le maggiori città italiane, l’onda verde dei Fridays for Future, i giovani che manifestano per il clima, è tornata a invadere strade e piazze.

Il corteo della Capitale è partito da piazza Vittorio Emanuele e ha tagliato le vie della città fino a raggiungere Piazza della Repubblica. Migliaia i partecipanti: studenti degli istituti romani ma anche piccoli alunni delle scuole elementari, con genitori e maestre a seguito. A sostenere la lotta al cambiamento climatico anche il sindacalista Aboubakar Soumahoro. “È una presenza per portare avanti tutti insieme la richiesta di un modello economico al servizio della persona, e dire che tutti apparteniamo alla stessa casa: l’umanità – ha spiegato alla Dire – Parlare di transizione ecologica vuol dire parlare di giustizia sociale”.

Tanti i cartelli ironici o di denuncia alzati in aria dai ragazzi. ‘Ci state rubando i sogni’, ‘saltiamo le lezioni per darne una a voi’, ‘Non c’è un pianeta B’. “Siamo in piazza per farci sentire per l’ennesima volta – dice Luca – il nostro è un appello alle istituzioni che ancora trattano superficialmente il tema del clima e si impegnano soltanto a parole. L’impegno preso dai trattati non viene messo in atto. Non siamo ascoltati, siamo messi in secondo piano. L’emergenza Covid ha fatto dimenticare quella climatica”.

A camminare sotto il sole con i ragazzi anche una donna più anziana: “Questa è una lotta di tutte le generazioni”, dice stringendo il suo cartello di protesta. Gabriele, uno studente, si dice pessimista sulle finalità della lotta, “ma è importante esserci comunque, dobbiamo continuare per migliorare la situazione, anche se non è facile”.

“Non ce la facciamo più – dicono tre studentesse dell’Orazio – siamo a fine settembre e sembra di essere ad agosto. E chi dovrebbe fare qualcosa è indifferente, pensa solo ai propri interessi”. Dal megafono, gli studenti elencano i numeri di una crisi sempre più grave da affrontare e rivendicano ‘giustizia climatica’. “Manifestare serve a far capire che siamo tutti d’accordo sul fatto che questa è la sfida di questa generazione – dice Angelica – negli ultimi anni qualcosa è cambiato, ma il tempo che abbiamo è molto poco. Tra sette anni il surriscaldamento globale diventerà sistemico. Quindi bisogna accelerare, bisogna trattare questa crisi come quella Covid.Altrimenti non avremo un futuro”.

MILANO: “CINGOLANI MINISTRO DELLA FINZIONE ECOLOGICA”

Di Martina Mazzeo

È partito da Largo Cairoli il primo sciopero globale dei Fridays for Future dopo lo stop imposto dalla pandemia. Al motto di ‘Chi non salta Cingolani è’, in evidente polemica con le dichiarazioni del ministro della Transizione ecologica in merito all’energia nucleare e soprattutto per via dell’imminente aumento delle bollette – il corteo ha preso la strada verso Repubblica. Meta conclusiva la biblioteca degli alberi al bosco verticale. Un migliaio per il momento i partecipanti secondo gli organizzatori.

“Ci ha definiti radical chic, oltranzisti, peggio della crisi climatica. Ma il gas che compra questo ministero, che noi chiamiamo della finzione, della mistificazione ecologica, compra, finanzia dittature. Cingolani si faccia un esame di coscienza. Siamo arrabbiati, perciò oggi rispediamo al mittente la loro bolletta. L’aumento lo paghi chi ci ha portato in questa situazione disastrosa, i governi, le banche, le multinazionali che lucrano”. Così i manifestanti di Fridays for future in protesta di fronte alla direzione regionale dell’Agenzia delle entrate a Milano.

Qui gli attivisti hanno acceso un finto gasdotto per mostrare gli effetti a loro avviso dannosi del gas fossile sull’uomo e sull’ambiente. Una volta spento, hanno simbolicamente “rispedito al mittente”, cioè al Governo, un fac-simile della bolletta che riporta l’aumento “causato dalle politiche scellerate di questo e dei precedenti governi”: sopra la scritta stampata #taxtherich.

FIRENZE: “I NOSTRI SOGNI A RISCHIO, ASCOLTATECI”

Di Diego Giorgi

“Ascoltateci, vi vogliamo raccontare le tante cose che sappiamo, soprattutto sulla giustizia climatica”. L’appello agli adulti, alla politica e alle istituzioni, lo lancia Alice da Firenze, nel giorno in cui i giovani di Fridays for Future scendono nuovamente in strada in occasione dello sciopero globale per il clima.

E mentre piazza Santa Maria Novella si riempie di centinaia di ragazzi, alcuni con le magliette del Collettivo di fabbrica della Gkn, Alice si rivolge “ai più grandi”, dice. “Dovete ascoltarci perché viviamo questo problema in prima persona e siamo consapevoli che la crisi climatica farà parte del nostro futuro. Un futuro che sarà interamente influenzato da tutto questo. Gli eventi atmosferici, infatti, non influenzeranno solo la terra, le piante, gli animali, ma il nostro lavoro, i nostri sogni”.

Alice lo dice dopo tre anni di scioperi ambientali, quando è già tempo di bilanci: “Soddisfatti delle risposte ottenute dalla politica e dalla istituzioni? No, tuttavia sta succedendo qualcosa. In questi ultimi anni degli Stati sono andati a giudizio per inazione climatica. E senza tutti questi scioperi in realtà non si potrebbe fare neppure un primo percorso. Quindi essere qui serve. Certo, manca sicuramente tempo, siamo agli sgoccioli e percepiamo tutto questo come un’urgenza. Però l’unica soluzione è farci vedere uniti, consapevoli, per portare sempre di più sensibilizzazione”.

Un’urgenza, quella sul futuro, che sente tutta anche Mauro: “La situazione è pessima, siamo agli sgoccioli e continua a leggere sul sito di riferimento

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