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Una Napoli sconosciuta: ecco l’itinerario più misterioso da scoprire

- 12/01/2023

Una delle città più belle del mondo: in fondo in Italia tante perle rare e a volte tendiamo a darlo un po’ per scontato. Napoli è senza ombra di dubbio una delle città più belle della nostra penisola, ma a volte nel visitarla si finisce per seguire sempre un po’ gli stessi itinerari.

In questi casi, la tecnologia viene certamente in nostro aiuto, dal momento che ci sono numerose piattaforme online che permettono di trovare luoghi e attrazioni che magari non sono poi così conosciuti, ma che meritano di essere visitati per apprezzare la vera e propria essenza della città. L’uso della tecnologia, al giorno d’oggi, ha rivoluzionato un gran numero di settori, non sono quello del turismo: basti pensare al mondo dell’intrattenimento, con piattaforme come NetBet che sono sempre più sicuri e in grado di offrire un’esperienza coinvolgente agli utenti, ma anche quello della sanità, per non parlare del mondo del lavoro, giusto per fare qualche esempio.

Palazzo Mannajuolo e la sua scala

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Palazzo Mannajuolo? In fondo, però, non vi dovete preoccupare, dal momento che fa parte di un lato più insolito e segreto di Napoli e, di conseguenza, capita che non venga inserito nei principali itinerari per visitare la città.

Si tratta, però, di un’attrazione che conoscono molto bene tutti coloro che hanno apprezzato “Napoli Velata” di Opzetek: la scala dalla forma elicoidale che si nota all’inizio è proprio quella di Palazzo Mannajuolo, in piena Chiaia. Si può considerare un’opera, dal punto di vista architettonico, di rara bellezza, nonché chiara dimostrazione dello stile liberty che si può ammirare in tanti altri edifici in città.

La Chiesa del Gesù Nuovo

Per poter raggiungere questa chiesa, la prima cosa da fare è camminare in direzione Piazza del Gesù. Arrivati in questo punto, ci si deve semplicemente soffermare e concentrarsi sulla facciata. Infatti, su alcune punte della stessa vengono riportati dei segni piuttosto strani. Ebbene, proprio nel passato più recente, è stato scoperto che non si trattava affatto di segni strani, quanto piuttosto di caratteri dell’alfabeto aramaico e che sono corrispondenti a delle note musicali. Quindi, quelle punte che si vedono sulla facciata sarebbero un enorme spartito: suonandolo, consentirebbe di realizzare un concerto che andrebbe a durare almeno 45 minuti.

La fontana della Spinacorona

Una fontana che ritrae una donna che ha delle ali e pure delle zampe d’uccello e i cui seni non fanno altro che diffondere acqua. Si tratta di una rappresentazione di una meravigliosa sirena, a cui venne dato il nome di Partenope e che venne costruita nel lontanissimo 1540. Secondo la leggenda, fu proprio questa sirena a dare vita al popolo napoletano, sgorgando dai suoi seni l’acqua che poi scorreva verso l’altorilievo del Vesuvio, in maniera tale da garantire adeguata protezione alla città stessa rispetto alle potenziali eruzioni. Volete visitare questo bellissimo monumento? Segnatevi l’indirizzo, via Giuseppina Guacci Nobile 9.

La Madonna delle Mosche

In questo caso ci si deve allontanare un po’ dalle zone centrali del capoluogo campano. Detto questo, però, si tratta di una tappa che merita di essere inserita in qualsiasi itinerario. Infatti, all’interno della Chiesa di San Carlo Borromeo alle Brecce c’è la possibilità di ammirare il dipinto relativo alla Madonna delle Mosche. Di cosa si tratta? In questo spettacolare quadro, nel 1650 vennero dipinte diverse mosche. Il motivo? In base alla leggenda, tutto è legato a un’invasione di mosche che successe in quegli anni. I contadini, proprio con l’intento di proteggersi ed evitare che le mosche potessero creare danni ai raccolti, pregarono la Madonna e gli promisero proprio di costruire una chiesa in cambio del suo supporto. Dove vedere questo dipinto? Presso la Chiesa di San Carlo Borromeo alle Brecce, in via Galileo Ferraris 102.